Nintendo segna un balzo del 6,8% in una sola seduta alla Borsa di Tokyo, mettendo a segno il terzo rialzo consecutivo. E non è l’unica a festeggiare: anche Bandai Namco Holdings e Konami Group hanno chiuso con guadagni superiori al 9%. Numeri che raccontano qualcosa di più di una buona giornata sui mercati. Gli investitori giapponesi stanno tornando a guardare con occhi diversi il settore del gaming, e il motivo ha molto a che fare con quello che sta succedendo dall’altra parte dello spettro tecnologico.
Per gran parte del 2026, infatti, le attenzioni del mercato giapponese erano concentrate quasi esclusivamente sulle aziende legate alla corsa verso l’intelligenza artificiale. Nomi come SoftBank, Tokyo Electron, Advantest e Renesas Electronics avevano catalizzato enormi flussi di investimento, spinti dal boom dei semiconduttori e dei data center. Tutto ruotava attorno all’AI, e chi restava fuori da quel perimetro sembrava quasi invisibile.
Nelle ultime settimane, però, qualcosa si è mosso. Le valutazioni di molti titoli legati all’intelligenza artificiale vengono considerate sempre più eccessive, e una fetta crescente del mercato ha cominciato a spostarsi verso aziende con business più tradizionali, margini prevedibili e proprietà intellettuali solide. Ed è esattamente qui che Nintendo, Bandai Namco e Konami tornano sotto i riflettori.
Il rimbalzo di Nintendo dopo settimane complicate
Il recupero di Nintendo ha un peso ancora maggiore se si considera da dove arriva. A inizio maggio il titolo aveva perso circa il 10%, appesantito da previsioni annuali giudicate deludenti e soprattutto dall’annuncio dell’aumento di prezzo di Switch 2, provocato dalla crisi delle memorie e dal conseguente incremento dei costi di produzione.
Adesso la situazione sembra essersi ribaltata piuttosto in fretta. Gli investitori hanno ricominciato a valutare la solidità delle grandi IP di Nintendo, rafforzate anche dal successo transmediale (il film Super Mario Galaxy ne è un esempio lampante), e soprattutto il potenziale di lungo periodo della nuova console. Switch 2 resta una piattaforma capace di generare ricavi ricorrenti per molti anni, e questo tipo di visibilità piace parecchio a chi cerca stabilità.
Il mercato AI mostra i primi segni di affanno
Sullo sfondo c’è una questione che va ben oltre il Giappone e tocca l’intero mercato globale. Diversi analisti hanno iniziato a interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni raggiunte dal comparto AI, soprattutto considerando gli investimenti colossali annunciati dalle big tech americane. Società come Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon continueranno a spendere cifre enormi in infrastrutture legate all’intelligenza artificiale durante tutto il 2026, ma il mercato vuole capire se questa spesa si tradurrà davvero in una crescita degli utili proporzionata.
In questo contesto, il rally dei titoli gaming giapponesi viene letto da molti come una sorta di copertura prudente: meno dipendenza dall’hype sull’AI, più fiducia in business storicamente stabili e con fondamentali chiari. Non si parla ancora di inversione definitiva del mercato tecnologico, sia chiaro. Però il segnale lanciato da Nintendo e dagli altri publisher giapponesi è piuttosto netto: non tutti gli investitori sono convinti che l’intelligenza artificiale possa giustificare qualsiasi tipo di valutazione.
