La sonda Psyche della NASA ha appena regalato immagini sorprendenti di Marte, catturate da una prospettiva che nessun altro veicolo spaziale aveva mai offerto prima. Ma il passaggio ravvicinato con il pianeta rosso, avvenuto venerdì 15 maggio 2026, non era solo un’occasione fotografica. Si è trattato di una vera e propria prova generale in vista dell’arrivo al più grande asteroide metallico del Sistema Solare, previsto per l’estate del 2029.
Il viaggio della sonda Psyche e la spinta gravitazionale di Marte
La missione Psyche è partita nell’ottobre 2023 dal Kennedy Space Center, in Florida, a bordo di un razzo Falcon Heavy di SpaceX. L’obiettivo finale è raggiungere l’asteroide che porta lo stesso nome della sonda, Psyche, dopo un viaggio di circa 3,6 miliardi di chilometri attraverso il Sistema Solare. Per coprire una distanza del genere, la sonda utilizza motori al plasma che accumulano man mano la spinta necessaria per arrivare a destinazione, nella fascia degli asteroidi tra le orbite di Marte e Giove.
Il sorvolo di Marte della scorsa settimana è stato il momento più significativo dall’inizio della missione. I navigatori del Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA in California avevano programmato una traiettoria che ha portato la sonda Psyche a passare a circa 4.609 chilometri dalla superficie marziana, ben al di sopra della sottile atmosfera del pianeta. La gravità di Marte ha funzionato come una fionda, fornendo alla sonda un incremento di velocità di circa 1.600 chilometri orari e modificando il suo piano orbitale di circa 1 grado rispetto al Sole.
Don Han, responsabile della navigazione di Psyche al JPL, ha spiegato che nonostante la fiducia nei calcoli e nel piano di volo, monitorare in tempo reale il segnale Doppler del Deep Space Network durante il sorvolo è stato comunque emozionante. La conferma è arrivata: la sonda è ora sulla rotta corretta per raggiungere l’asteroide Psyche nell’estate del 2029.
Le immagini di Marte e il test degli strumenti scientifici
L’assist gravitazionale era l’obiettivo principale, ma il team a terra ha sfruttato l’occasione per testare i tre strumenti scientifici della sonda. Un imager multispettrale composto da due fotocamere, uno spettrometro a raggi gamma e neutroni, e un magnetometro. Sensori simili sono già operativi su altre missioni che studiano Marte in modo permanente, quindi il vero vantaggio di accenderli durante questo passaggio era utilizzare il sorvolo come esercitazione pratica per quando la sonda raggiungerà l’asteroide.
E poi ci sono le immagini. La sonda Psyche si è avvicinata a Marte da un angolo di fase elevato, dal lato opposto rispetto al Sole, facendo apparire il pianeta come una sottile mezzaluna. La luce solare filtrava attraverso nubi diffuse di polvere sospese a decine di chilometri sopra la superficie rugginosa del pianeta, mettendo in risalto la fragilità della sua atmosfera. Dopo il punto di massimo avvicinamento, le fotocamere hanno poi catturato una vista grandangolare quasi “piena” di Marte, che si estende dalla calotta polare sud fino al sistema di canyon Valles Marineris e oltre.
Jim Bell, a capo del team dello strumento di imaging presso la Arizona State University, ha raccontato che la sonda ha scattato migliaia di immagini durante l’incontro. Le osservazioni serviranno a calibrare e caratterizzare le prestazioni delle fotocamere. Il magnetometro potrebbe aver rilevato una traccia dell’interazione del vento solare con l’alta atmosfera marziana o con il suo campo magnetico residuo, mentre gli spettrometri erano sintonizzati per misurare la composizione chimica della superficie sotto la traiettoria di volo.
Il vero obiettivo: l’asteroide Psyche nel 2029
Dato che numerose altre missioni studiano Marte a tempo pieno, è difficile che dai dati raccolti durante questo sorvolo emergano scoperte clamorose. Il loro valore sta tutto nella possibilità di confrontare le osservazioni con i dati d’archivio di altre missioni marziane e calibrare con precisione gli strumenti. Vedere Marte come una mezzaluna, ad esempio, è qualcosa di impossibile dalla Terra.
Il vero premio di questa missione arriverà tra tre anni, quando la sonda Psyche si avvicinerà all’asteroide Psyche, un oggetto grande quanto il Massachusetts, ricco di ferro, nichel e probabilmente altri metalli. Finora lo conosciamo solo come una macchia sfocata nei telescopi. La sonda avrà più di due anni per studiarlo da vicino, un tempo enormemente più lungo del fugace sguardo rivolto a Marte la settimana scorsa.
