Sembra quasi paradossale parlare già di sostituzione per Volvo EX30, un veicolo che è stato lanciato appena nel 2023. Eppure le cose stanno andando esattamente in questa direzione, almeno per quanto riguarda il mercato statunitense. Il SUV elettrico compatto del marchio svedese, che aveva conquistato il pubblico grazie al suo stile da crossover urbano e a un prezzo tutto sommato accessibile, si prepara a cedere il passo a un nuovo modello Volvo che potrebbe cambiare le carte in tavola. La notizia arriva direttamente da Luis Rezende, presidente di Volvo Cars America, che ha confermato lo sviluppo di un veicolo pensato per prendere indirettamente il posto di Volvo EX30 negli Stati Uniti. Le parole usate sono state piuttosto chiare: sarà un’auto elettrica capace di offrire «numerosi vantaggi in uno spazio più grande, restando piacevole da guidare». Dopo il 2026, nessun altro esemplare di EX30 verrà più consegnato oltreoceano.
Cosa cambia per l’Europa e perché la situazione è diversa
Chi vive nel Vecchio Continente può stare relativamente tranquillo. Le unità destinate al mercato europeo continueranno a uscire dallo stabilimento belga di Gand, e al momento non è previsto alcun sostituto da questa parte dell’Atlantico. La questione riguarda esclusivamente gli Stati Uniti, dove le dinamiche commerciali e normative impongono scelte diverse. La produzione del nuovo veicolo, il cui debutto è atteso per il 2027, avverrà nello stabilimento Volvo di Charleston, in Carolina del Sud. Una scelta strategica, questa, che dovrebbe permettere al modello di aggirare i pesanti dazi doganali che colpiscono le importazioni dall’estero. E non è un dettaglio da poco, visto il clima protezionistico che si respira nel mercato americano dell’auto.
Rezende ha anche precisato che la decisione di sviluppare questo nuovo veicolo non dipende soltanto dai problemi di redditività legati ai dazi. Il punto è che serviva un modello più spazioso, più adatto alle esigenze della clientela americana, che storicamente preferisce veicoli di dimensioni generose. Volvo EX30, per quanto apprezzato, risulta semplicemente troppo compatto per quel tipo di mercato.
Strategia multienergia e la sfida dei dazi americani
Un aspetto interessante è che il nuovo modello non sarà esclusivamente elettrico. A differenza di Volvo EX30, che è disponibile solo in versione a batteria, il suo successore americano adotterà una strategia multienergia, prevedendo anche motorizzazioni termiche. Una mossa che ha una logica precisa: buona parte degli automobilisti statunitensi resta ancora molto scettica nei confronti delle auto elettriche, e proporre solo varianti a zero emissioni rischia di limitare fortemente le vendite. Volvo, insomma, sta cercando di trovare il difficile equilibrio tra un’offerta elettrica accessibile e la necessità di essere redditizia su un mercato notoriamente complicato.
La vera incognita resta la catena di approvvigionamento. Attualmente, solo i costruttori cinesi sembrano aver trovato la formula giusta per contenere i costi di produzione delle elettriche. Peccato che siano proprio quelli più colpiti dalle tariffe doganali americane, pensate apposta per proteggere i marchi locali. Volvo, però, può contare sull’appoggio del gruppo Geely, il colosso cinese che controlla il marchio svedese, e questo potrebbe rappresentare un vantaggio competitivo non trascurabile per aggirare determinate restrizioni. Se basterà per convincere il pubblico americano, al momento nessuno lo sa con certezza: non sono state comunicate altre informazioni ufficiali sul progetto.
