Un logo che somiglia troppo alla celebre mela morsicata di Apple ha acceso una disputa davanti all’Euipo, l’ufficio brevetti europeo, con un esito che non ha dato ragione del tutto a nessuno. Da una parte la società cinese Yichun Qinningmeng Electronics, dall’altra il colosso di Cupertino. Il risultato? Una sorta di pareggio: Yichun non potrà usare il suo logo su prodotti informatici o elettronici, ma potrà continuare a piazzarlo tranquillamente sui pannelli solari.
Il nocciolo della questione è piuttosto visivo. Il marchio dell’azienda cinese raffigura un agrume che, a guardarci bene, ha più di un tratto in comune con il logo Apple. La forma è rotondeggiante, il morso laterale è lì, e soprattutto c’è quel dettaglio che ha fatto saltare sulla sedia i legali di Cupertino: la fogliolina in cima. È speculare rispetto a quella del logo Apple, d’accordo, ma la somiglianza resta evidente. Se Yichun avesse fatto a meno anche solo di quel particolare, probabilmente nessuno avrebbe battuto ciglio. Invece la fogliolina c’è, e con essa il problema.
La decisione dell’Euipo e il peso della reputazione Apple
L’Euipo ha accolto parzialmente la protesta di Apple, riconoscendo che nel settore dell’elettronica di consumo l’uso di quel logo da parte di Yichun avrebbe potuto ledere la reputazione del marchio americano. E qui viene fuori un punto interessante: l’ufficio brevetti ha confermato che Apple gode di un’ottima reputazione presso il pubblico europeo, ma ha anche specificato che questa reputazione si limita ai prodotti informatici ed elettronici. Non si estende a qualunque cosa.
Questo ragionamento ha aperto uno spiraglio per Yichun nel campo dei pannelli fotovoltaici. La logica dell’Euipo è abbastanza lineare: i pannelli solari non si rivolgono agli stessi consumatori di smartphone e computer, soddisfano esigenze completamente diverse e viaggiano su canali di distribuzione differenti. L’ufficio brevetti ha scritto nella sua pronuncia che i prodotti contestati e quelli per cui Apple ha dimostrato la propria reputazione appartengono a industrie e settori commerciali distinti, che non hanno nulla di chiaramente rilevante in comune. Il rischio che un consumatore possa confondere le due cose è stato giudicato altamente improbabile.
Cosa succede adesso per il logo contestato
Il quadro che ne esce è chiaro. Se Yichun vuole vendere pannelli solari in Europa con quel logo, può farlo. Anzi, da questo momento in poi l’azienda cinese potrà anche inoltrare una richiesta di registrazione del marchio in Europa specificamente per il settore fotovoltaico. Diverso il discorso per qualsiasi prodotto che rientri nell’orbita dell’elettronica di consumo: lì il logo non potrà essere utilizzato, perché la vicinanza con il mondo di Apple sarebbe troppo evidente e potenzialmente dannosa.

