Il record Cape to Cape ha un nuovo proprietario, e porta con sé una storia che vale la pena raccontare. L’avventuriero britannico John Balsdon ha percorso circa 20.000 chilometri tra Europa e Africa alla guida di una Ineos Grenadier, completando il tragitto in 28 giorni e 13 ore. Cinque ore in meno rispetto al primato che resisteva dal 1984, quarantuno anni fa. Parliamo di uno dei viaggi su strada più impegnativi che esistano: partenza da Capo Nord, in Norvegia, il punto più a nord d’Europa, arrivo a Cape Agulhas, il punto più a sud dell’intero continente africano. In mezzo, 25 confini attraversati, due continenti e condizioni che metterebbero in crisi qualsiasi veicolo non pensato per situazioni estreme. Il team era composto da sei persone e due veicoli in convoglio, attrezzati per sopportare carichi pesanti e ambienti ostili. Non esattamente una gita fuori porta.
Tra ghiaccio e deserto: il tratto più duro del Cape to Cape
Le temperature incontrate lungo il percorso raccontano da sole la portata della sfida: si è passati da meno 28 gradi a più 48. Un’escursione termica brutale, che ha messo sotto stress tanto le persone quanto i mezzi. La fase più critica è stata quella finale, attraverso il continente africano: circa 3.500 chilometri coperti in poco più di due giorni tra Angola, Namibia e Sudafrica. Serviva resistenza fisica, certo, ma anche una pianificazione millimetrica e un’affidabilità meccanica che non ammetteva cedimenti.
Durante il viaggio sono stati stabiliti anche altri due primati che rendono l’impresa ancora più significativa. L’intero tragitto è stato completato trainando un rimorchio da spedizione, e i due veicoli hanno viaggiato sempre in contemporanea. Una scelta che ha complicato parecchio la logistica, ma che ha permesso di documentare tutto con un livello di dettaglio notevole. Il materiale raccolto diventerà un film, la cui presentazione è prevista entro la fine dell’anno.
Ineos Grenadier, in questo contesto, ha dimostrato sul campo quello per cui è stata progettata. Sviluppata da Ineos Automotive, nasce con un’idea precisa: costruire un fuoristrada di stampo tradizionale, robusto e capace, ma aggiornato con le soluzioni tecniche che il mercato moderno richiede. Percorsi difficili, condizioni ambientali al limite, utilizzo prolungato senza soste tecniche lunghe. Esattamente il tipo di scenario che il Cape to Cape rappresenta nella sua forma più pura.
Un primato che ridefinisce il riferimento per le spedizioni estreme
Secondo l’azienda, questa impresa è la dimostrazione più concreta delle capacità del veicolo quando viene spinto al massimo, in situazioni dove non esistono margini di errore. La preparazione tecnica ha giocato un ruolo decisivo: gli allestimenti specifici per spedizioni, studiati per garantire continuità operativa su distanze così lunghe, hanno fatto la differenza tra completare il record e restare bloccati da qualche parte nel mezzo del nulla.
Il Cape to Cape resta una delle prove più severe per chi vive l’avventura su quattro ruote come qualcosa di serio. Non è solo questione di velocità pura, ma di resistenza, capacità organizzativa e adattamento a situazioni che cambiano di continuo. Il nuovo record di John Balsdon e della sua Ineos Grenadier fissa un punto di riferimento aggiornato per chiunque vorrà tentare la stessa rotta in futuro, e conferma quanto la qualità della progettazione automobilistica possa incidere quando il terreno smette di essere asfalto e le condizioni diventano davvero imprevedibili. Il punto di partenza della spedizione è stato Nordkapp, in Norvegia, e il traguardo Cape Agulhas, in Sudafrica: 20.000 chilometri di mondo reale, affrontati chilometro dopo chilometro.
