Home Assistant è una delle piattaforme più potenti per la gestione della domotica, su questo non ci piove. Eppure, anche un sistema così completo ha i suoi limiti. Ed è proprio qui che entra in gioco HACS, acronimo di Home Assistant Community Store, un componente aggiuntivo che per molti utenti rappresenta il tassello mancante per trasformare un’installazione già valida in qualcosa di davvero completo. Chi utilizza Home Assistant da tempo sa bene che non tutto ciò che serve si trova nello store ufficiale dei plugin e degli add-on. Alcune integrazioni semplicemente non vengono approvate per il repository principale, e questo può diventare frustrante.
Perché lo store ufficiale di Home Assistant non basta
Il problema è semplice. Il progetto principale di Home Assistant richiede che ogni plugin e add-on passi attraverso un processo di approvazione piuttosto rigido. È comprensibile, certo, ma il risultato pratico è che molte integrazioni utili restano fuori. Un esempio emblematico riguarda i dispositivi Wyze: lampadine smart, prese intelligenti e tutta una serie di prodotti che non hanno supporto nativo né con HomeKit né con lo store ufficiale di Home Assistant. E Wyze non è l’unico caso.
Uno dei motivi principali per cui HACS esiste ha a che fare con le API reverse engineered, cioè quelle interfacce di programmazione ricostruite dalla comunità per far funzionare dispositivi e piattaforme che altrimenti resterebbero isolati. Home Assistant, per ovvie ragioni legali e di policy, non può approvare plugin basati su API non ufficiali. Ma questo non significa che quegli strumenti non funzionino o non siano utili. HACS si basa su repository gestiti dalla comunità, e chiunque può creare il proprio. Basta che qualcuno sviluppi un plugin, lo pubblichi su un repo HACS, e a quel punto è sufficiente puntare la propria installazione verso quel repository per installarlo.
Cosa si può fare davvero con HACS
Le possibilità offerte da Home Assistant Community Store vanno ben oltre la semplice aggiunta di dispositivi non supportati. Con HACS è possibile integrare robot aspirapolvere, costruire dashboard personalizzate molto più dettagliate e accedere a una quantità impressionante di personalizzazioni visive. Plugin per grafici, layout alternativi, temi completi, interfacce UI ridisegnate da zero: ce n’è davvero per tutti i gusti.
Ma non è solo una questione estetica. HACS mette a disposizione anche strumenti avanzati per l’automazione e la logica condizionale. Rilevamento della presenza più preciso, schedulazione avanzata, funzioni aggiuntive che estendono quello che Home Assistant può fare nativamente. E poi c’è tutto il capitolo della visualizzazione dei dati: dashboard energetiche dettagliate, monitoraggio dei dispositivi di rete, grafici evoluti. Roba che nello store ufficiale semplicemente non si trova, o non ancora.
Un dettaglio interessante: molte integrazioni che oggi fanno parte del repository ufficiale di Home Assistant sono nate proprio come progetti HACS. Chi lo installa, di fatto, ha accesso a queste funzionalità prima che vengano rilasciate ufficialmente.
Come si installa HACS su Home Assistant
L’installazione di HACS non è complicatissima, anche se richiede qualche passaggio tecnico. La prima cosa da fare è andare nel proprio profilo su Home Assistant e attivare la modalità avanzata. Dopodiché, tramite il terminale o il plugin SSH (oppure collegandosi direttamente via SSH al server), va eseguito un comando specifico che scarica e installa i file necessari. In alternativa, è possibile copiare manualmente i file di HACS nella cartella /config/custom_components/hacs sul server.
Dopo aver completato questo passaggio, bisogna riavviare Home Assistant. A quel punto, andando su Impostazioni, poi Dispositivi e servizi e infine Aggiungi integrazione, sarà possibile cercare HACS e abilitarlo. Verrà richiesto l’accesso con un account GitHub e l’inserimento di un codice di verifica. Una volta completata la configurazione, HACS apparirà nella barra laterale, pronto per essere utilizzato.
