La rete di Google Find Hub ha appena dimostrato di cosa è capace quando si tratta di localizzare dispositivi offline, e il risultato è a dir poco impressionante. Quello che fino a poco tempo fa si chiamava Find My Device ha ricevuto un aggiornamento significativo con l’introduzione del tracciamento offline, una funzione che permette di rintracciare gadget anche quando non sono connessi a internet. E a quanto pare, funziona in modo quasi inquietante per quanto è preciso.
La storia arriva da un utente che ha perso i propri Google Pixel Buds Pro 2 e si è trovato, per la prima volta, a dover fare affidamento sul serio sulla rete di Find Hub. Gli auricolari, portati sempre senza custodia protettiva né laccetto, sono scivolati fuori dalle tasche senza che nessuno se ne accorgesse. Quando il proprietario ha realizzato che non erano in nessuno dei posti abituali in casa, ha aperto subito l’app di Find Hub per cercare aiuto.
C’è un dettaglio curioso: Google non pubblicizza in modo esplicito la compatibilità di Pixel Buds Pro 2 con la rete Find Hub. Il riferimento a questa funzionalità è sepolto nelle pagine di supporto, una scelta quantomeno bizzarra considerando quanto bene funziona. Eppure, non appena gli auricolari sono stati selezionati nell’app, è apparsa subito una posizione. E da lì è cominciato lo spettacolo.
Seguire gli auricolari in giro per la città, metro dopo metro
Grazie al tracciamento offline, è stato possibile osservare gli auricolari muoversi lungo la linea del tram di Nottingham, percorrere strade e infine arrivare a un’abitazione. Il giorno dopo, il segnale si è spostato di nuovo verso il luogo di lavoro del proprietario. L’ipotesi iniziale era chiara: qualcuno al lavoro li aveva trovati e se li era tenuti. La realtà, però, era molto più banale. Un collega li aveva fatti finire nella propria borsa senza rendersene conto.
Il punto davvero notevole è che l’app di Google Find Hub è riuscita a tracciare i Pixel Buds Pro 2 con una precisione di pochi metri, sufficiente a identificare l’ufficio esatto in cui si trovavano nascosti. Per recuperarli, il proprietario ha provato a coinvolgere colleghi fidati, chiedendo loro di ascoltare il suono emesso dagli auricolari tramite la funzione di riproduzione audio dell’app. Qui però è emerso un limite: per far suonare i Pixel Buds Pro 2, bisogna trovarsi nelle vicinanze con un dispositivo collegato. Comodo se gli auricolari sono persi in camera da letto, molto meno se qualcun altro deve cercarli al posto nostro.
Esiste anche un’opzione di condivisione della proprietà nell’app Find Hub, che permette temporaneamente (per 24 ore) a persone fidate di localizzare e far suonare il dispositivo smarrito. Purtroppo, in questo caso non è stato possibile sfruttarla a pieno. Alla fine, il collega ignaro si è presentato a casa per consegnare un oggetto a un coinquilino, e gli auricolari sono stati finalmente recuperati dopo un confronto del tutto pacifico.
Funzioni potenti ma ancora poco conosciute
Un’altra funzione interessante è il messaggio per oggetto smarrito: quando qualcuno avvicina il proprio telefono al dispositivo perso, appare una notifica con il numero di telefono del proprietario e un messaggio opzionale. Il problema è che questa funzionalità non viene praticamente mai pubblicizzata, quindi è improbabile che chi trova un oggetto smarrito pensi istintivamente di avvicinare lo smartphone per verificare.
La rete di Google Find Hub ha dimostrato di essere straordinariamente efficace nel localizzare dispositivi con connettività limitata. Il tracciamento offline dei Pixel Buds Pro 2 ha funzionato con una precisione al metro, permettendo di seguire gli auricolari attraverso mezzi pubblici, uffici e abitazioni private. La funzione di condivisione temporanea della proprietà aggiunge un ulteriore livello di utilità, anche se resta ancora poco nota al grande pubblico.
