Genesis GV60 è il tipo di auto che si presenta con un colpo di scena. C’è un dettaglio, infatti, che vale più di qualsiasi scheda tecnica: la Crystal Sphere. Quando il veicolo è spento, sembra un oggetto di design da salotto contemporaneo, qualcosa che starebbe bene su una consolle costosa. Poi l’auto si accende, la sfera ruota su se stessa e compare il selettore del cambio. È un gesto scenografico, certo, ma anche una dichiarazione precisa: qui la tecnologia deve sedurre, non solo funzionare. E questo racconta molto del progetto.
Perché il punto è proprio questo. Il marchio premium del gruppo Hyundai in Italia lo conoscono ancora in pochi, e non c’è nulla di strano. Genesis è nato a Seul nel 2015, ha debuttato in Europa nel 2021 e solo ora ha deciso di aprire un capitolo serio nel nostro mercato. Per questo Genesis GV60 non è semplicemente un nuovo SUV elettrico compatto di fascia alta: è anche il modello chiamato a spiegare chi sia Genesis a un pubblico che finora lo ha incrociato poco o nulla, insieme alla più grande GV70 e alla berlina G80.
Fuori, Genesis GV60 traduce bene la filosofia Athletic Elegance: proporzioni compatte, superfici scolpite, un frontale tridimensionale e la firma luminosa Two Lines che le regala subito identità. È lunga 4,54 metri, ha un passo di 2,90 metri e un cofano a conchiglia che unisce cofano e parafanghi in un solo elemento. Un dettaglio raro, che pulisce molto il disegno complessivo. I fari con tecnologia Micro Lens Array aggiungono precisione e un tono high tech che aiuta Genesis GV60 a distinguersi in un segmento dove molte elettriche premium finiscono per assomigliarsi troppo. Guardandola con attenzione, si ha la sensazione che sia un’auto nata dall’abitacolo e poi rifinita all’esterno. C’è anche un concetto culturale dietro al progetto, quello coreano di son nim, cioè l’ospite da trattare con cura e riguardo. Per Genesis non è solo una formula di servizio: è un modo di pensare l’automobile. La linea resta dinamica, quasi da coupé in certi passaggi, ma senza sacrificare comfort e benessere a bordo.
Dentro Genesis GV60 il lusso diventa interfaccia
La parte più interessante, però, è l’abitacolo. Qui Genesis GV60 smette di sembrare un SUV elettrico premium ben confezionato e comincia a raccontare una propria identità. L’approccio si chiama Beauty of White Space: meno decorazione gratuita, più ordine, più respiro, più attenzione alla materia. In termini meno poetici, significa superfici pulite, grande cura nella percezione dello spazio e una regia visiva pensata per non distrarre.
La Crystal Sphere, in questo schema, non è un vezzo. È il simbolo più chiaro di una filosofia: la tecnologia deve essere intuitiva ma anche memorabile. Accanto a lei c’è il display panoramico OLED da 27 pollici, che unisce quadro strumenti e infotainment in un’unica scena digitale, molto più elegante dei soliti tablet appesi al cruscotto. Il riconoscimento facciale permette l’accesso al veicolo, il lettore di impronte digitali consente di avviare l’auto e richiamare le impostazioni personali. E poi aggiornamenti over the air, streaming integrato, comandi vocali “Hey Genesis” e navigazione con realtà aumentata. Tutto pensato per rendere l’esperienza più fluida e meno meccanica, senza mettere in soggezione chi guida.
Sul fronte sensoriale, l’impianto Bang & Olufsen con 17 altoparlanti e Dolby Atmos va nella direzione del silenzio e della qualità acustica, insieme all’Active Noise Control Road, che usa sensori e onde sonore inverse per abbattere il rumore proveniente dalla strada. Il risultato è quello di viaggiare su una specie di lounge hi tech a quattro ruote molto riservata.
Batteria, ricarica e guida: qui la tecnica fa davvero la differenza
Sotto la carrozzeria, Genesis GV60 monta una batteria da 84 kWh e un’architettura a 800 volt, il dato che oggi conta di più quando si parla di tempi di ricarica e utilizzo fuori città. La ricarica dal 10% all’80% richiede 18 minuti con una colonnina DC ultra fast da 350 kW. La gamma parte da una versione a trazione posteriore da 229 CV e 350 Nm, che dichiara fino a 561 km di autonomia WLTP nel ciclo combinato e 775 km in urbano. Poi c’è la AWD da 318 CV e 605 Nm, mentre al vertice si colloca la variante da 490 CV con funzione Boost.
Anche la dinamica di guida mette insieme argomenti interessanti. Il sistema di recupero dell’energia modula automaticamente la decelerazione in base al traffico, alla navigazione e al contesto, mentre la funzione i Pedal consente di arrivare all’arresto completo al rilascio dell’acceleratore. Le sospensioni elettroniche predittive leggono la strada attraverso la telecamera anteriore e si adattano a buche e dossi. Lo Smart Cruise Control con machine learning apprende lo stile del conducente e regola le distanze di conseguenza.
Genesis GV60 parte dall’orbita dei 55.000 euro, trovando un equilibrio convincente tra costo e contenuto: materiali, soluzioni digitali e qualità di guida sono da premium autentica. Il bagagliaio offre 432 litri, a cui si aggiunge un frunk anteriore da 53 litri. Intanto Genesis comincia a mettere radici anche in Italia, con Padova a fare da prima porta d’ingresso e Roma pronta a seguire nel primo sviluppo della rete retail annunciata dal marchio.
