Quella che sta prendendo forma dentro Microsoft Gaming non sembra la solita operazione di maquillage. Stando a un memo interno attribuito ad Asha Sharma, CEO della divisione gaming di Microsoft, Xbox starebbe valutando investimenti massicci e strutturali per ripensare le fondamenta stesse della piattaforma. Non si parla di acquisizioni o di nuovi studi da aggiungere al portfolio, ma di qualcosa di molto più radicale: una riorganizzazione profonda che tocca tecnologia, infrastruttura e processi interni.
Il punto di partenza è una diagnosi piuttosto netta. Secondo quanto emerge dal memo, la piattaforma Xbox sarebbe cresciuta negli anni in modo disordinato, accumulando tecnologie, pipeline e modelli di distribuzione che non comunicano tra loro. Nessun repository di codice condiviso, nessuna base dati comune. Il risultato? Qualità e velocità di sviluppo che dipendono troppo spesso da sforzi individuali, da quelli che nel memo vengono definiti “eroismi”, anziché da sistemi solidi e scalabili. E manca anche un’infrastruttura coerente per la sperimentazione, il che rende complicato capire cosa funziona davvero e migliorare rapidamente.
Un’interfaccia frammentata e poco intuitiva
Il problema non riguarda solo ciò che succede dietro le quinte. Anche l’esperienza rivolta ai giocatori ne risente, e parecchio. L’interfaccia di Xbox viene descritta come un insieme disomogeneo di esperienze costruite in momenti diversi, dove elementi come la scoperta di nuovi contenuti, la rilevanza e le funzioni social non occupano un ruolo centrale. Chi gioca, in pratica, deve fare uno sforzo attivo per capire cosa provare dopo o con chi giocare. Un difetto che, su una piattaforma con ambizioni enormi, pesa non poco.
Ed è proprio da questa consapevolezza che nasce la spinta verso una ristrutturazione alla base. Non un restyling estetico, non una serie di aggiornamenti cosmetici, ma un ripensamento delle fondamenta. Nel memo si legge chiaramente: “Le nostre ambizioni richiedono investimenti più profondi nelle fondamenta della piattaforma Xbox rispetto a quanto fatto finora”. Una frase che lascia poco spazio a interpretazioni.
Game Pass sotto esame: troppo costoso per i giocatori?
Ma le riflessioni di Asha Sharma non si fermerebbero alla struttura generale. Tra gli aspetti più specifici che la CEO starebbe valutando c’è anche il modello attuale di Game Pass. L’attuale formula del servizio in abbonamento di Xbox verrebbe considerata troppo costosa per i giocatori, e l’idea sarebbe quella di introdurre un’opzione più flessibile. Non ci sono ancora dettagli su come potrebbe cambiare concretamente il pricing o la struttura dell’offerta, ma il fatto che Game Pass sia finito sotto la lente del nuovo corso è un segnale significativo.
Tutto questo avviene in un momento in cui Xbox sta cercando di ridefinire la propria identità come piattaforma, dopo anni di espansione aggressiva sul fronte delle acquisizioni. La sensazione è che ora l’attenzione si stia spostando dall’accumulo di asset alla costruzione di un ecosistema davvero integrato, dove le varie componenti dialogano tra loro in modo efficiente. Se il piano descritto nel memo dovesse concretizzarsi, si tratterebbe di uno dei cambiamenti più profondi nella storia recente della divisione gaming di Microsoft.
