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Google penalizza il back button hijacking: cosa cambia ora

Dal 15 giugno 2026 i siti che manipolano il tasto Indietro del browser saranno trattati come spam e penalizzati nei risultati di ricerca.

scritto da Manuel De Pandis 19/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Google
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Quella fastidiosa sensazione di premere il tasto Indietro del browser e ritrovarsi intrappolati nella stessa pagina, oppure catapultati su un sito completamente diverso, è un’esperienza che praticamente chiunque ha vissuto almeno una volta. Non si tratta di un malfunzionamento: è una tecnica chiamata Back Button Hijacking, usata deliberatamente da alcuni sviluppatori per impedire agli utenti di tornare alla pagina precedente. Nei casi più estremi, questa pratica crea un vero e proprio loop di pagine o reindirizza verso siti con intenzioni poco trasparenti. Ecco, Google ha finalmente deciso di intervenire in modo netto.

Il colosso di Mountain View tratterà d’ora in poi questa pratica per quello che è: spam. E le conseguenze per i siti che continuano a utilizzarla saranno tutt’altro che simboliche. A partire dal 15 giugno 2026, le pagine che manipolano il tasto Indietro subiranno un declassamento nelle classifiche di ricerca. Tradotto in termini pratici, significa una perdita significativa di traffico organico. Google ha già pubblicato un blogpost ufficiale in cui invita gli sviluppatori a rimuovere immediatamente gli script responsabili del Back Button Hijacking, concedendo una finestra di circa due mesi per mettersi in regola.

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Perché questa decisione arriva proprio adesso

La tempistica non è casuale. I siti web stanno già attraversando un periodo complicato dal punto di vista del traffico, in parte a causa della crescente presenza dell’intelligenza artificiale nei risultati di ricerca. Perdere ulteriori posizioni per colpa di una pratica manipolativa come il Back Button Hijacking rappresenterebbe un danno difficile da recuperare. Chi gestisce un sito ha quindi tutto l’interesse ad agire subito, senza aspettare la scadenza.

Google ha dimostrato più volte in passato di saper colpire duro quando si tratta di pratiche scorrette. La penalizzazione nei risultati di ricerca resta lo strumento più efficace a disposizione, perché va a toccare direttamente la risorsa più preziosa per qualsiasi sito: la visibilità. Detto questo, l’efficacia reale della misura dipenderà da quanto capillarmente verranno applicate le sanzioni. Non tutti gli script di hijacking funzionano allo stesso modo, e individuarli in maniera sistematica richiede un lavoro di rilevamento costante.

Cosa cambia per chi naviga ogni giorno

Dal punto di vista di chi usa il web quotidianamente, se la misura contro il Back Button Hijacking verrà applicata con coerenza, navigare dovrebbe diventare un’esperienza sensibilmente meno frustrante e più sicura. Niente più loop infiniti, niente più reindirizzamenti forzati verso pagine sospette. Il tasto Indietro tornerebbe a fare esattamente quello che ci si aspetta: riportare alla pagina precedente.

Il fatto che Google abbia fissato una data precisa e concesso un periodo di adeguamento suggerisce che la questione verrà trattata con una certa serietà. I siti che non si adegueranno entro il 15 giugno 2026 rischiano concretamente di sparire dalle prime posizioni nei risultati di ricerca.

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Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

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