L’intelligenza artificiale usata dalle forze dell’ordine può commettere errori gravissimi, e la storia di Angela Lipps lo dimostra in modo piuttosto inquietante. Questa donna del Tennessee, nel 2025, è stata arrestata per una frode bancaria avvenuta nel North Dakota, uno stato che, a suo dire, non ha mai nemmeno visitato in vita sua. A incastrarla, almeno in parte, è stato un sistema di riconoscimento facciale basato su AI, e più precisamente la piattaforma sviluppata da Clearview AI. Il suo nome sarebbe saltato fuori proprio da un’analisi condotta tramite questo software, e da lì è partito tutto.
Le autorità hanno tenuto a precisare che la decisione di emettere un mandato d’arresto nei confronti di Lipps non si basava esclusivamente sull’indicazione fornita dall’AI della polizia. Eppure, il risultato concreto è stato comunque pesantissimo: Angela Lipps è stata effettivamente arrestata e trattenuta in cella senza possibilità di cauzione per diversi mesi. Mesi interi dietro le sbarre per qualcosa che non aveva commesso.
L’errore chiarito solo dopo il trasferimento tra stati
Il fatto che il crimine fosse stato commesso in uno stato diverso da quello in cui si trovava Lipps al momento dell’arresto ha complicato enormemente le cose. Per permettere al suo avvocato di dimostrare che la donna non si trovava affatto nel luogo del reato al momento della frode, è stato necessario attendere il suo trasferimento in North Dakota. Solo a quel punto è stato possibile smontare l’accusa e far emergere l’errore del sistema.
L’accusa alla fine è stata ritirata, ma per Angela Lipps il calvario non si è certo concluso con la scarcerazione. Non è stata nemmeno riportata in Tennessee: ha dovuto organizzare da sola il proprio viaggio di ritorno. Una beffa nella beffa, se vogliamo. Le autorità locali hanno fornito la loro versione dei fatti riguardo ai mesi trascorsi in detenzione, sostenendo che il periodo prolungato fosse dovuto ai tentativi della donna di opporsi all’estradizione, oppure al fatto che stesse scontando una pena pregressa non correlata al caso.
AI e riconoscimento facciale: i rischi restano altissimi
Qualunque sia la spiegazione sulle tempistiche della detenzione, il nocciolo della questione resta lo stesso: un sistema di riconoscimento facciale alimentato dall’intelligenza artificiale ha contribuito all’arresto di una persona innocente. Una tecnologia notoriamente fallibile, messa nelle mani di chi ha il potere di togliere la libertà a qualcuno, ha prodotto esattamente il tipo di conseguenza che molti temevano.
Angela Lipps ha dichiarato che sta valutando di sporgere denuncia contro le forze di polizia coinvolte nella vicenda. E considerando quello che ha passato, non è difficile capire perché. L’AI della polizia e il riconoscimento facciale continuano a sollevare dubbi enormi sulla loro affidabilità, soprattutto quando i risultati di un algoritmo finiscono per avere un impatto diretto sulla vita delle persone, con mesi di detenzione ingiustificata come nel caso di Lipps.
