Il divieto dei social media per i minori di 15 anni in Grecia è ormai cosa fatta. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha annunciato la decisione con un video pubblicato, un po’ ironicamente, proprio su TikTok. Tra le ragioni citate ci sono ansia, problemi del sonno e quelle funzionalità progettate apposta per creare dipendenza che ormai tutti conosciamo fin troppo bene.
La Grecia non è nuova a mosse del genere. Già nel 2024 erano stati vietati i telefoni cellulari nelle scuole, quindi questa iniziativa si inserisce in un percorso già avviato. Mitsotakis non ha fatto nomi di piattaforme specifiche, ma ha espresso preoccupazione per il fatto che i bambini finiscano per confrontarsi continuamente con gli altri sui social e per prendere troppo a cuore i commenti online. Dinamiche che, va detto, non riguardano solo i più piccoli, ma che su di loro hanno un impatto decisamente più forte.
“La Grecia sarà tra i primi Paesi a prendere un’iniziativa del genere,” ha dichiarato Mitsotakis. “Sono certo, tuttavia, che non sarà l’ultimo. Il nostro obiettivo è spingere l’Unione Europea in questa direzione.”
Come funzionerà il divieto e chi dovrà farlo rispettare
Il ministro della governance digitale greco, Dimitris Papastergiou, ha spiegato che le aziende che gestiscono i social media saranno obbligate per legge a far rispettare le nuove restrizioni, verificando l’età dei propri utenti. Chi non si adeguerà rischia multe ai sensi del Digital Services Act dell’Unione Europea. Quindi la responsabilità non ricadrà solo sulle famiglie, ma direttamente sulle piattaforme.
C’è poi un altro tassello importante: i genitori dovranno scaricare un’app chiamata Kids Wallet, un’applicazione supportata dallo Stato che potrà essere associata al dispositivo del figlio per bloccare l’accesso ai social. I dettagli più specifici su come il divieto verrà concretamente applicato sono ancora in fase di definizione.
Mitsotakis ha ammesso candidamente che la decisione non lo renderà popolare tra i giovani greci. Però, stando a un sondaggio pubblicato da ALCO nel febbraio scorso, il sostegno della popolazione adulta è ampio. Evidentemente il tema tocca un nervo scoperto per molti genitori.
Un fenomeno che sta diventando globale
La Grecia con questo divieto dei social media per i minori di 15 anni segue l’esempio di altri Paesi che si sono già mossi nella stessa direzione. Indonesia, Austria e Australia hanno tutti introdotto restrizioni simili nell’ultimo anno. E anche il Regno Unito sta valutando misure più severe per i minori di 16 anni che utilizzano i social media.
