La nuova app Copilot che Microsoft ha rilasciato per Windows 11 sta facendo discutere, e non esattamente per i motivi che ci si aspetterebbe. Disponibile anche in Italia tramite il Microsoft Store, questa versione aggiornata dell’assistente basato su intelligenza artificiale nasconde una sorpresa piuttosto sgradevole: sotto il cofano non c’è nulla di nativo. È, nei fatti, un duplicato completo di Edge infilato dentro un contenitore, con un consumo di RAM che lascia perplessi.
Partiamo dall’inizio. L’app Copilot nel tempo ha attraversato diverse incarnazioni. È stata una PWA, poi una WebView, poi finalmente un’app nativa. Quest’ultima versione, però, rappresenta un netto passo indietro rispetto a tutte le precedenti. Già il processo di installazione dà qualche indizio: dal Microsoft Store non si scarica direttamente l’app, bensì un semplice installer. Questo si avvia in automatico in una finestra separata e, una volta completata la procedura, va a sostituire la vecchia app nativa che magari era già presente sul sistema. Nessuna traccia di tutto ciò tra gli aggiornamenti dello Store, anche se l’app compare regolarmente nell’elenco delle applicazioni installate su Windows 11.
Fino a 1 GB di RAM per un’app che è praticamente un browser
Al primo avvio, la nuova app Copilot chiede di accedere con il proprio account Microsoft. L’interfaccia? Identica, tale e quale, alla versione web. E qui arriva il problema più grosso: i test hanno rivelato che questa app può arrivare a occupare fino a 1 GB di RAM. Per avere un metro di paragone, la vecchia app nativa si fermava a circa 100 MB. Un aumento di dieci volte, e non certo giustificato da un salto qualitativo evidente.
Il motivo di questo consumo spropositato è presto detto. Nella cartella di installazione dell’app Copilot si trova una sottocartella con un numero di versione, al momento il 146.0.3856.109. Quel numero non è casuale: corrisponde a una versione completa del browser Edge, installata integralmente dentro l’app e pesante circa 850 MB. In pratica, ogni volta che si apre Copilot, si sta lanciando una copia privata di Edge all’interno di un contenitore WebView2. Una web app ibrida, se proprio si vuole essere gentili nella definizione.
Perché Microsoft ha scelto questa strada
La scelta di integrare una copia separata di Edge dentro l’app Copilot, anziché appoggiarsi all’installazione del browser già presente nel sistema, sembra motivata dalla volontà di ottenere maggiori prestazioni e maggiore indipendenza dal browser esterno. L’idea, almeno sulla carta, ha una sua logica: isolare il motore di rendering per evitare conflitti o rallentamenti dovuti ad altre attività del browser principale.
Il problema è che il risultato concreto va nella direzione opposta. Avere un’intera installazione di Edge duplicata all’interno di una singola app significa occupare risorse di sistema in modo pesante, soprattutto in termini di memoria. E la RAM, di questi tempi, è una risorsa che non si può permettere di sprecare nessuno. Chi lavora con tante applicazioni aperte contemporaneamente, o chi ha un dispositivo con quantitativi di memoria non generosi, potrebbe trovarsi in difficoltà con l’app Copilot sempre attiva in background.
La nuova app Copilot per Windows 11 contiene quindi, a tutti gli effetti, un duplicato completo di Edge che pesa quasi un gigabyte e che si mangia RAM in quantità dieci volte superiore rispetto alla precedente versione nativa.
