Le patch di marzo rilasciate da Google per la serie Pixel dovevano portare nuove funzionalità e miglioramenti di sicurezza. E invece, per un numero crescente di utenti, l’aggiornamento ha finito per trasformarsi in un vero e proprio incubo. Nelle ultime settimane si sono infatti moltiplicate le segnalazioni di bootloop e gravi problemi di avvio su smartphone appartenenti a diverse generazioni della famiglia Pixel, incluse le serie Pixel 8, Pixel 9 e Pixel 10.
Il termine bootloop, per chi non lo conoscesse, indica quella situazione in cui lo smartphone si riavvia continuamente senza mai completare l’accensione. Praticamente il telefono resta intrappolato in un ciclo infinito, e non c’è verso di utilizzarlo. Ed è esattamente quello che sta capitando a diversi possessori di Google Pixel dopo aver installato l’aggiornamento di marzo.
I casi segnalati: da Pixel 8 a Pixel 10 Pro XL
Le testimonianze raccolte online raccontano scenari piuttosto frustranti. Un possessore di Pixel 8, ad esempio, ha segnalato che il proprio smartphone non si avvia in alcun modo se non collegandolo all’alimentatore. Anche in quel caso, però, la procedura di avvio si interrompe mentre viene mostrato il logo Google, dando il via a un bootloop impossibile da fermare.
Lo stesso identico problema è stato riportato anche da chi possiede un Pixel 10 Pro XL. E non finisce qui: un utente con Pixel 10 ha dichiarato di non riuscire nemmeno ad avviare lo smartphone, perché sullo schermo compare un messaggio di errore piuttosto esplicito, “Cannot load Android system and data corrupt”, che lascia davvero poco spazio all’ottimismo.
Quello che accomuna tutti questi casi è la radice del problema, che sembra essere proprio l’aggiornamento delle patch di marzo. Un denominatore comune che ha colpito trasversalmente diverse generazioni di Google Pixel, senza risparmiare nemmeno i modelli più recenti.
Google è al corrente del problema: si aspetta una correzione
In alcuni casi, pare che l’utilizzo della Safe Mode abbia permesso di aggirare temporaneamente il problema, restituendo almeno un accesso parziale allo smartphone. Ma si tratta appunto di una soluzione provvisoria, non certo di una correzione definitiva. Serve un intervento diretto da parte di Google per mettere davvero le cose a posto.
La buona notizia, se così si può definire, è che l’azienda di Mountain View sembra essere già a conoscenza della situazione. Un utente ha compilato un issue tracker molto dettagliato che è stato effettivamente ricevuto da Google, il che fa sperare in un aggiornamento correttivo nel breve periodo.
