La strategia di Apple sul mercato della memoria DRAM sta facendo discutere parecchio nel settore tech. Secondo quanto rivelato da un esperto di semiconduttori noto come Jukan, l’azienda di Cupertino starebbe acquistando in modo aggressivo tutta la fornitura disponibile di DRAM mobile a prezzi fuori scala, anche a costo di subire perdite operative nel breve periodo. Lo scopo? Fare in modo che iPhone resti in cima alla catena alimentare del mercato smartphone, mettendo in seria difficoltà la concorrenza.
Il 2026 si sta rivelando un anno complicato per l’industria tecnologica, con i prezzi della memoria che sono schizzati alle stelle. Alcune aziende stanno ridimensionando le proprie attività, e per qualcuna si parla addirittura di rischio bancarotta. In questo scenario turbolento, Apple si è mossa con una spregiudicatezza che ha pochi precedenti: comprare tutto quello che c’è, a qualsiasi costo.
La mossa di Apple: scacco matto alla concorrenza
L’argomentazione di Jukan è piuttosto lineare. Se Apple assorbe tutta la DRAM disponibile sul mercato, i concorrenti si ritrovano con le mani legate. Non riescono a reperire componenti a prezzi sostenibili e, di conseguenza, non possono produrre dispositivi competitivi in quantità sufficiente. Una tattica che potrebbe sembrare autolesionista nel breve termine, viste le perdite che comporta, ma che sul lungo periodo potrebbe rivelarsi geniale.
Il ragionamento è questo: se Apple riesce a garantirsi la produzione di smartphone di fascia alta in volumi adeguati mentre gli altri arrancano, può conquistare ulteriori fette di mercato a livello globale. Questa dinamica diventa ancora più interessante se si considera che Apple ha reso iPhone 17e un lancio annuale nella fascia media, oltre ad aver introdotto il molto accessibile MacBook Neo, con cui sta già minacciando il mercato dei laptop Windows e dei Chromebook.
Se davvero la strategia è quella di mettere fuori gioco buona parte della concorrenza attraverso il controllo delle forniture, si tratta di una manovra estremamente calcolata che potrebbe dare ad Apple un controllo ancora maggiore sull’intera industria.
Qualche dubbio resta comunque legittimo
Va detto che non tutto torna perfettamente in questa ricostruzione. Esistono anche scenari alternativi che spiegano perché Apple stia facendo incetta di DRAM. L’azienda potrebbe semplicemente voler mettere al sicuro le forniture per i prodotti in arrivo, incluso il tanto vociferato iPhone pieghevole.
C’è poi un elemento di contesto importante: i produttori che operano nella fascia bassa possono permettersi di tagliare la quantità di RAM o abbassare i refresh rate dei display. Apple no. Il posizionamento premium del brand non lo consente. Cupertino preferirebbe di gran lunga assorbire perdite finanziarie per un paio d’anni piuttosto che perdere clienti per mancanza di prodotto sugli scaffali o per hardware inferiore alle aspettative.
C’è anche un rischio concreto in questa partita. Se la carenza di memoria dovesse risolversi in modo drastico e in tempi rapidi, Apple si ritroverebbe ad aver assorbito perdite enormi senza aver ottenuto nessun vantaggio competitivo reale. Una scommessa che, a quel punto, si rivelerebbe molto costosa e poco lungimirante.
