Il gaming su MacBook Pro sta diventando un argomento sempre meno di nicchia e sempre più serio, soprattutto ora che i nuovi chip M5 Pro e M5 Max iniziano a mostrare i muscoli anche con i titoli tripla A più esigenti. È una di quelle cose che fino a qualche anno fa sembrava quasi fantascienza: giocare su un Mac con risultati che non facessero venire voglia di chiudere tutto e accendere un PC Windows. Eppure eccoci qua.
Da quando Apple Silicon ha sostituito l’architettura Intel nei portatili della Mela, il salto in avanti è stato enorme. L’adozione dell’architettura ARM ha portato una combinazione rara di efficienza energetica e prestazioni di alto livello, senza mai costringere chi usa un Mac a scendere a compromessi nell’esperienza d’uso quotidiana. E con il lancio di MacBook Neo, il MacBook più economico di sempre, Apple oggi rappresenta una minaccia concreta per la storica egemonia di Windows anche nella fascia di prezzo più accessibile. L’ultimo grande scoglio? I videogiochi, appunto. Ma anche lì le cose stanno cambiando, e i numeri lo confermano.
I benchmark su Cyberpunk 2077 parlano chiaro
La nuova generazione di MacBook Pro equipaggiata con chip M5 Pro e M5 Max è stata messa alla prova dallo YouTuber Andrew Tsai, che ha pubblicato test piuttosto dettagliati su alcuni dei titoli AAA più pesanti attualmente disponibili in versione nativa per macOS. I risultati? Decisamente interessanti.
Prendiamo Cyberpunk 2077, che è notoriamente uno dei giochi più impegnativi tra quelli disponibili nativamente sulla piattaforma Apple. Con il chip M5 Pro dotato di GPU a 20 core, si raggiungono circa 60 fps in risoluzione 1440p, utilizzando l’upscaling e mantenendo un livello di dettaglio elevato. Sessanta fotogrammi al secondo su un portatile con un titolo del genere non sono affatto un risultato banale.
Ma il bello arriva con M5 Max. Grazie alla sua GPU a 40 core, riesce a mantenere performance molto simili anche spingendosi fino al 4K, sempre con l’aiuto dell’upscaling. Parliamo di un portatile, vale la pena ricordarlo. Non di una torre desktop con una scheda video dedicata dal costo di un rene. Il fatto che il gaming su MacBook Pro riesca a reggere certi carichi grafici con questa fluidità è qualcosa che pochi avrebbero scommesso possibile anche solo un paio di generazioni di chip fa.
Il gap con Windows si assottiglia
È chiaro che la strada per colmare del tutto la distanza con l’ecosistema PC Windows nel mondo del gaming è ancora lunga. Il catalogo di giochi nativi per macOS resta più limitato, e l’upscaling gioca comunque un ruolo importante nel raggiungere quei numeri. Però il trend è inequivocabile: ogni nuova generazione di Apple Silicon porta miglioramenti tangibili nella resa grafica dei videogiochi, e il gaming su MacBook Pro non è più quell’esperienza frustrante di qualche anno fa.

