Quanto è davvero sicuro l’eritritolo? La domanda torna a farsi sentire con una certa urgenza, perché dopo anni di dibattito sui possibili rischi cardiocircolatori, adesso emergono nuovi dati che riguardano qualcosa di ancora più delicato: il cervello. L’eritritolo è uno dei dolcificanti senza zucchero più diffusi al mondo, presente in una quantità enorme di prodotti alimentari, dalle bevande zero calorie alle barrette proteiche, passando per gomme da masticare e integratori. Approvato dalla FDA nel 2001, per oltre vent’anni è stato considerato sostanzialmente innocuo. Eppure, la scienza non smette di indagare, e quello che sta venendo fuori merita attenzione.
Uno studio condotto dall’Università del Colorado Boulder, pubblicato sul Journal of Applied Physiology, ha messo in luce effetti preoccupanti dell’eritritolo sulle cellule dei vasi sanguigni cerebrali. Non si parla più soltanto di cuore o di coagulazione, ma di un impatto diretto sulla salute vascolare del cervello. Il tipo di danno osservato riguarda le cellule endoteliali, quelle che rivestono l’interno dei vasi e che svolgono un ruolo fondamentale nel regolare il flusso sanguigno e nel proteggere i tessuti cerebrali.
Cosa dice la ricerca dell’Università del Colorado Boulder
I ricercatori hanno analizzato come l’eritritolo interagisce con le cellule vascolari cerebrali, scoprendo che questa sostanza può comprometterne la funzionalità. Il punto è che il cervello dipende in modo critico dalla salute dei propri vasi sanguigni: qualsiasi alterazione, anche minima, può avere conseguenze a catena sulla capacità dell’organismo di nutrire e proteggere il tessuto nervoso. Lo studio non si limita a un’osservazione superficiale, ma entra nel merito dei meccanismi cellulari coinvolti.
Va detto che l’eritritolo non è una sostanza nuova o sconosciuta. La sua popolarità è esplosa negli ultimi anni proprio perché viene percepito come un’alternativa più “naturale” rispetto ad altri dolcificanti artificiali. Si trova naturalmente in piccole quantità in alcuni frutti e cibi fermentati, ma le dosi presenti nei prodotti industriali sono tutt’altra cosa. Ed è proprio l’esposizione ripetuta e in quantità elevate a preoccupare i ricercatori.
Eritritolo sotto la lente: dai rischi cardiovascolari al cervello
Già negli anni scorsi diversi studi avevano sollevato dubbi sulla sicurezza dell’eritritolo, in particolare per quanto riguarda un possibile aumento del rischio di eventi cardiovascolari come ictus e infarto. Alcune ricerche avevano collegato livelli elevati di eritritolo nel sangue a una maggiore tendenza alla formazione di coaguli. Ora, con i risultati dello studio pubblicato sul Journal of Applied Physiology, il quadro si allarga ulteriormente. Non si tratta più solo del sistema cardiovascolare in senso stretto, ma di un coinvolgimento diretto dei vasi cerebrali.
Questo non significa che l’eritritolo vada demonizzato dall’oggi al domani. La scienza procede per gradi, e serviranno ulteriori ricerche per capire se gli effetti osservati in laboratorio si traducano in un rischio concreto e misurabile nella vita quotidiana delle persone. Quello che è certo è che la narrazione dell’eritritolo come dolcificante completamente privo di controindicazioni sta mostrando crepe significative. La FDA lo aveva approvato oltre due decenni fa, ma da allora le evidenze scientifiche si sono accumulate, e il profilo di sicurezza di questa sostanza appare oggi meno rassicurante di quanto si pensasse inizialmente.
