Masters of the Universe torna al cinema dopo quarant’anni, e il regista del nuovo film live action ha spiegato in modo piuttosto interessante quale legame esiste tra la pellicola in arrivo e il cartone animato degli anni ’80 che ha reso celebre He-Man in tutto il mondo. Non si tratta di un semplice remake né di una copia nostalgica: l’approccio scelto è qualcosa di decisamente più originale.
Il concetto chiave, raccontato dallo stesso regista, ruota attorno a un’idea tanto semplice quanto efficace. Dopo decenni di sconfitte animate, stavolta il piano di Skeletor funziona davvero. Quella frase, “Skeletor’s plan finally works”, riassume lo spirito con cui è stato concepito il progetto. Chi è cresciuto guardando il cartone sa benissimo che ogni episodio seguiva più o meno lo stesso schema: Skeletor escogitava un piano malvagio, He-Man lo fermava, e tutto tornava alla normalità. Il nuovo Masters of the Universe live action prende quella dinamica ripetitiva e la ribalta completamente, immaginando uno scenario in cui il villain riesce finalmente nel suo intento.
È un modo intelligente di usare il materiale originale senza restarne prigionieri. Il cartone degli anni ’80 non viene trattato come un copione da seguire alla lettera, ma come un punto di partenza emotivo e narrativo. Il regista ha spiegato che l’ispirazione non riguarda tanto la trama specifica di un singolo episodio, quanto piuttosto l’atmosfera, il tono e soprattutto quella struttura così prevedibile che milioni di bambini hanno interiorizzato crescendo. Prendere quella prevedibilità e spezzarla è il vero motore drammatico del film.
Un approccio che ribalta le aspettative dei fan
Quello che rende particolare questa scelta è che funziona su due livelli. Per chi non conosce il cartone, il film si presenta come una storia fantasy con un cattivo che prende il sopravvento. Per chi invece è cresciuto con He-Man e i Dominatori dell’Universo, c’è un livello di lettura in più: la consapevolezza che quel meccanismo narrativo che sembrava eterno è stato finalmente scardinato. È come se il film parlasse direttamente alla memoria di chi guardava quegli episodi da bambino, dicendo: stavolta le cose vanno diversamente.
Il live action di Masters of the Universe arriva dopo un percorso produttivo piuttosto travagliato, con anni di sviluppo e vari cambi di direzione. Il fatto che alla fine si sia trovata una chiave narrativa così legata al materiale originale, ma al tempo stesso capace di offrire qualcosa di nuovo, è un segnale interessante. Non si punta sulla semplice nostalgia fine a se stessa, ma su un meccanismo che premia chi conosce la storia e allo stesso tempo non esclude chi ci si avvicina per la prima volta.
Skeletor protagonista come non lo si era mai visto
La centralità di Skeletor in questa nuova versione è un altro aspetto che merita attenzione. Nel cartone il personaggio era iconico ma anche un po’ macchiettistico, un cattivo destinato a perdere sempre. Nel nuovo Masters of the Universe, il fatto che il suo piano riesca a funzionare cambia radicalmente il peso del personaggio all’interno della storia. Non è più la spalla comica involontaria di He-Man, ma una vera minaccia, un antagonista credibile il cui successo mette in moto tutto il racconto.
Quarant’anni dopo la serie animata originale, il franchise torna quindi con un’idea precisa: rispettare il passato senza esserne schiavo, e usare la familiarità del pubblico con quel mondo come arma narrativa. Il piano di Skeletor, per una volta, ha funzionato. E da lì parte tutto il resto del film.
