Il Vicenza Classic Car Show continua a crescere, e la terza edizione lo ha dimostrato in modo piuttosto netto. L’evento dedicato al motorismo storico, che si è svolto dal 27 al 29 marzo negli spazi gestiti da Italian Exhibition Group, ha chiuso i battenti con numeri in aumento rispetto alle edizioni precedenti e un entusiasmo del pubblico che non è passato inosservato. Tra collezionismo, cultura tecnica e anteprime di rilievo, il salone ha attirato una platea sempre più competente e trasversale, confermandosi come appuntamento di riferimento nel panorama nazionale per chi vive e respira automobili d’epoca.
Uno degli aspetti più interessanti di questa edizione è stato il modo in cui passato e presente dell’automobile si sono trovati a dialogare. Ne è un esempio perfetto l’anteprima italiana della Lotus Emira V6, sportiva della casa britannica nota per la filosofia della leggerezza e delle prestazioni pure. Accanto a lei, modelli iconici come Elise ed Evora hanno ribadito il legame con la tradizione del marchio. Ha fatto il suo debutto anche Corvette Cavauto, realtà specializzata nell’importazione e distribuzione delle vetture Chevrolet Corvette in Italia, che ha portato sotto i riflettori la nuova E-Ray ibrida da 644 CV e la più classica Stingray con motore V8 aspirato.
Da segnalare poi la presenza di Broad Arrow Auctions, casa d’aste internazionale del gruppo Hagerty specializzata in auto da collezione, che ha scelto proprio il Vicenza Classic Car Show per presentare alcune vetture destinate all’asta di Villa d’Este. Tra queste si è distinta la Ferrari SP2, barchetta moderna da 810 CV capace di scattare da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi. Accanto al Cavallino Rampante erano presenti icone come Lamborghini Murciélago Roadster, Mercedes-Benz 300 SL “Ali di Gabbiano” e Honda NSX Tipo S, modelli capaci di raccontare epoche e filosofie progettuali diverse ma ugualmente significative.
Vicenza Classic Car Show 2026: dalle supercar leggendarie alla cultura motoristica
Il cuore emozionale del salone, però, batteva nel Padiglione 7. Qui vetture leggendarie come Ferrari F40, Jaguar XJ220 e Lamborghini Countach hanno incarnato la corsa alle prestazioni degli anni 80 e 90, attirando folle di appassionati. Spazio importante anche ai 60 anni della Lamborghini Miura, considerata la prima supercar moderna: un percorso espositivo dedicato ha illustrato l’evoluzione tecnica e stilistica del progetto nato negli anni Sessanta.
Il Vicenza Classic Car Show non si è limitato alle auto, va detto. L’evento ha valorizzato la cultura motoristica in senso più ampio grazie alla partecipazione di enti come ACI Storico, ramo dell’Automobile Club d’Italia dedicato alla tutela dei veicoli storici, e ASI Automotoclub Storico Italiano, federazione che riunisce club e appassionati del settore. Tra incontri, talk e celebrazioni, non è mancato l’omaggio a Sandro Munari, leggenda del rally italiano.
L’ampia partecipazione di pubblico, dai giovani ai collezionisti più esperti, e l’elevato numero di trattative commerciali registrate durante i tre giorni hanno confermato il ruolo strategico del Vicenza Classic Car Show non solo come evento espositivo, ma anche come piattaforma di sviluppo per un settore che continua a evolversi.
