La notizia che nessun publisher avrebbe voluto sentire è arrivata: Denuvo, il sistema di protezione antipirateria considerato per anni una fortezza inespugnabile, è stato crackato. E non si tratta di un caso isolato o di un singolo titolo finito nei circuiti illegali dopo mesi di lavoro da parte dei soliti gruppi. Stavolta il problema è strutturale, e riguarda diversi giochi piratati di altissimo profilo comparsi online nel giro di pochissime ore dal lancio ufficiale.
Il primo campanello d’allarme è suonato con Resident Evil Requiem, uscito a fine febbraio 2026. Copie pirata del gioco sono emerse praticamente subito dopo la pubblicazione. Poi è toccato ad altri titoli tripla A come Crimson Desert e Life is Strange Reunion, e persino ad Assassin’s Creed Shadows, un’uscita del 2025 che fino a quel momento era rimasta lontana dai circuiti P2P. Troppi segnali tutti insieme per poter parlare di coincidenze.
Irdeto, l’azienda che sviluppa e fornisce la tecnologia Denuvo a publisher e sviluppatori, ha confermato il problema. Ha anche fatto sapere di essere già al lavoro su una contromisura, aggiungendo che i crack attualmente in circolazione rappresentano un rischio concreto per la sicurezza di chi li scarica e li utilizza.
Il nuovo metodo di crack
Quello che rende questa situazione diversa dal passato è il metodo utilizzato. Negli ultimi dieci anni circa, i gruppi che si occupavano di pirateria dovevano investire settimane o addirittura mesi di reverse engineering per aggirare le protezioni dei giochi appena usciti. Ora non più. Il nuovo approccio non interagisce nemmeno direttamente con il gioco protetto. Opera a un livello molto più profondo, con un grado di privilegio che i ricercatori definiscono Ring 1, quindi sotto il sistema operativo stesso, in modo da non essere intercettato.
In pratica, questo sistema cattura le istruzioni che Denuvo invia alla CPU e restituisce dati falsi, facendo credere al software di protezione che tutto stia funzionando regolarmente. Una tecnica elegante, se vogliamo, ma anche potenzialmente invasiva. Chi scarica questi crack non ha garanzie sulla provenienza del codice, e questo apre scenari poco rassicuranti dal punto di vista della sicurezza informatica.
C’è poi la questione delle prestazioni. Secondo quanto emerso, la stabilità non è del tutto garantita, soprattutto sui computer equipaggiati con processori Intel. Su piattaforme AMD, invece, le cose sembrano andare decisamente meglio. Irdeto ha comunque precisato che le versioni aggiornate della protezione, attualmente in fase di sviluppo, non avranno impatto sulle prestazioni per i giocatori legittimi.
La rincorsa tra pirati e protezioni continua
Chi ha qualche anno sulle spalle nel mondo del gaming ricorderà bene che questa dinamica non è nuova. Fin dai tempi delle Twilight, la storia del software è stata segnata da una rincorsa continua tra chi cerca di proteggere i contenuti e chi prova a violarli. Quello che cambia, e che rende questa vicenda particolarmente significativa, è che Denuvo era stato considerato a lungo praticamente inviolabile. Per anni ha rappresentato lo standard di riferimento nella protezione antipirateria, e molti publisher lo sceglievano proprio per quella reputazione di solidità.
Adesso quella certezza è venuta meno. I giochi piratati tornano a essere un problema serio per l’industria, e la risposta di Irdeto dovrà essere rapida e convincente. L’azienda ha dichiarato di stare già lavorando a versioni di sicurezza aggiornate per i titoli colpiti dalla vulnerabilità legata all’hypervisor, promettendo che le misure rafforzate non comprometteranno l’esperienza di chi acquista regolarmente.
