La diretta streaming dei robot umanoidi di Figure AI che spostano migliaia di pacchi su un nastro trasportatore ha catturato l’attenzione di milioni di persone online, trasformandosi in un fenomeno virale che va avanti ormai da giorni. Quello che doveva essere un semplice test dimostrativo si è evoluto in qualcosa di molto più grande, coinvolgendo scommesse online, merchandising dedicato e persino una sfida tra uomo e macchina.
Tutto è partito il 13 maggio, quando Figure AI ha avviato quella che doveva essere una dimostrazione di otto ore con i suoi Figure 03, l’ultima generazione di robot dell’azienda. Il compito assegnato era apparentemente semplice. Ispezionare i codici a barre su piccoli pacchi (scatole di cartone e buste imbottite), per poi posizionarli su un nastro trasportatore con il codice rivolto verso il basso. Il tutto in completa autonomia, senza alcun intervento umano. Il CEO Brett Adcock aveva smorzato le aspettative fin dall’inizio, ammettendo su X che le probabilità che qualcosa si rompesse erano alte, considerando che il precedente test era durato appena un’ora.
I robot si basano sul sistema di reti neurali Helix 02, che secondo l’azienda consente il controllo completo del corpo e un’autonomia prolungata. Il sistema è stato addestrato su oltre 1.000 ore di dati di movimento umano e ha trascorso tempo in simulazione attraverso più di 200.000 ambienti paralleli. Ogni robot elabora l’intelligenza artificiale direttamente a bordo del proprio hardware, anche se i robot sono collegati in rete tra loro per potersi coordinare: quando uno ha bisogno di ricaricare le batterie (circa ogni tre o quattro ore di lavoro), può richiedere autonomamente a un altro di subentrare.
Dopo le prime otto ore di funzionamento senza intoppi, Adcock ha deciso di continuare la diretta 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gli spettatori su YouTube hanno iniziato a dare nomi ai robot (Bob, Frank, Gary, poi Rose e Jim), e i commenti entusiastici si sono moltiplicati. Su X, qualcuno ha paragonato la demo “alla più grande dimostrazione di prodotto dai tempi del ‘one more thing’ di Steve Jobs”. Su Polymarket, la piattaforma di mercati predittivi, gli utenti hanno iniziato a scommettere su quanto a lungo i robot sarebbero riusciti a funzionare senza guasti e su quanti pacchi avrebbero gestito.
Figure AI: la sfida uomo contro macchina e i risultati sul campo
Il 17 maggio la situazione si è fatta ancora più interessante. Adcock ha organizzato una sfida battezzata “Man vs. Machine”. Dieci ore di lavoro testa a testa tra i robot umanoidi e un essere umano in carne e ossa. Il rappresentante della squadra umana era Aimé Gérard, uno stagista di Figure AI, che ha avuto diritto a pause pasto e riposo retribuito in conformità con le leggi sul lavoro della California.
I video del confronto hanno messo in evidenza differenze significative. Gérard afferrava e ispezionava i pacchi con velocità e precisione notevoli, mentre i robot procedevano con un ritmo più lento e metodico, perdendo tempo in tentativi falliti di presa o afferrando l’aria quando cercavano di spostare i pacchi. Lo stagista è riuscito a mantenere il vantaggio per gran parte della gara, perdendo terreno solo durante le pause obbligatorie, per poi recuperare puntualmente al rientro. Il risultato finale ha visto la vittoria dell’umano con 12.924 pacchi smistati contro i 12.732 dei robot. Gérard ha lavorato a una media di 2,79 secondi per pacco, contro i 2,83 secondi delle macchine. “Questa è l’ultima volta che un umano vincerà,” ha commentato Adcock.
Non tutti i commenti sono stati positivi, naturalmente. Diversi osservatori hanno evidenziato momenti in cui i robot sembravano gestire male i pacchi o li lasciavano cadere. Altri hanno messo in dubbio la reale autonomia dei Figure 03, nonostante le rassicurazioni del CEO sull’assenza di teleoperatori umani. La mancanza di verifiche indipendenti sul posto rende difficile confermare queste affermazioni, anche alla luce del fatto che in passato alcune aziende, Tesla su tutte, hanno utilizzato operatori umani a distanza durante dimostrazioni simili con robot umanoidi.
Il contesto più ampio e i prossimi passi
Questa dimostrazione, per quanto suggestiva, riguarda un compito ripetitivo e non mostra la capacità dei robot di svolgere attività diverse in ambienti differenti, che è poi l’obiettivo dichiarato di Figure AI. Costruire robot umanoidi potenziati dall’intelligenza artificiale capaci di diventare lavoratori general purpose. L’azienda ha raccolto finora quasi 1,8 miliardi di euro da investitori della Silicon Valley, tra cui Microsoft, Nvidia, Intel, Amazon e OpenAI.
Il test più importante nel mondo reale resta quello condotto nello stabilimento BMW Group di Spartanburg, in Carolina del Sud, nel 2025. Per undici mesi i Figure 02 (la versione precedente) hanno prelevato parti in lamiera da scaffali e contenitori per posizionarle su attrezzature di saldatura, contribuendo alla produzione di 30.000 BMW X3 con turni da dieci ore, dal lunedì al venerdì. BMW ha definito il compito particolarmente impegnativo in termini di velocità, precisione e sforzo fisico. In un comunicato stampa di febbraio 2026, la casa automobilistica ha dichiarato di stare ancora valutando possibili impieghi futuri per il nuovo Figure 03.
