La BMW 328 compie 90 anni nel 2026, e resta una di quelle auto che non hanno bisogno di presentazioni particolari. Eppure vale la pena raccontarla ancora, perché poche vetture nella storia dell’automobile hanno avuto un impatto così profondo sulla reputazione di un intero costruttore. Presentata nel 1936, questa roadster leggera e aerodinamica ha riscritto le regole del gioco nelle competizioni dell’epoca, grazie a un sei cilindri in linea da 2 litri che sembrava arrivare dal futuro. Con un peso contenuto attorno agli 830 kg e soluzioni tecniche che facevano impallidire la concorrenza, BMW 328 è diventata in fretta il riferimento assoluto per chiunque volesse correre sul serio. E ha costruito, pezzo dopo pezzo, le fondamenta della vocazione sportiva che ancora oggi il marchio bavarese rivendica con orgoglio.
A metà degli anni Trenta, BMW era già presente nel mondo delle corse con modelli come 315/1 e 319/1, ma la concorrenza non stava certo a guardare. Il reparto corse, guidato dall’ingegnere Fritz Fiedler, decide allora di alzare il tiro con un progetto ambizioso. Il debutto avviene nel giugno del 1936, all’Eifelrennen sul Nürburgring, dove BMW 328 sorprende tutti per prestazioni e comportamento in pista. L’anno dopo parte la produzione in serie, con un prezzo non esattamente popolare ma ampiamente giustificato dai contenuti tecnici. Dal punto di vista estetico, BMW 328 abbandona le linee squadrate tipiche del periodo per abbracciare un design più fluido, pensato per tagliare l’aria con maggiore efficienza. Il telaio tubolare leggero è una novità importante, così come la mascherina arrotondata e i fari integrati nei parafanghi, elementi stilistici che influenzeranno il design BMW per decenni. Sotto il cofano, il sei cilindri in linea da 1.971 cm³ rappresenta un’evoluzione del due litri già esistente, ma con una testata in alluminio completamente nuova. La distribuzione sfrutta un sistema ingegnoso con valvole comandate tramite aste e leve. Nella versione stradale eroga 80 CV, cifra che nelle varianti da corsa sale fino a 135 CV, sufficienti per toccare i 220 km/h.
Dalle carrozzerie speciali alla vittoria alla Mille Miglia
Accanto alla roadster originale nascono diverse varianti con carrozzerie speciali, realizzate da artigiani come Wendler e Gläser. Le versioni più spinte sfruttano studi aerodinamici sofisticati per quegli anni, anticipando concetti che sarebbero diventati centrali solo molto tempo dopo. Il momento più alto arriva nel 1940, quando BMW 328 conquista la vittoria assoluta alla Mille Miglia con il coupé Touring, battendo rivali decisamente più potenti. Un successo che consacra definitivamente il modello nella storia del motorsport internazionale.
Dopo il 1945, il motore di BMW 328 continua a vivere in numerosi progetti, diventando la base tecnica per diverse vetture da corsa europee. Il suo spirito è stato celebrato anche in tempi più recenti con la 328 Hommage, un prototipo che reinterpreta l’essenza originaria con soli 780 kg di peso.
