Il prezzo dei carburanti continua a salire senza sosta, trascinato dalle tensioni internazionali legate al conflitto in Iran e da una spirale speculativa che non accenna a fermarsi. I rincari delle ultime settimane hanno di fatto azzerato gli effetti del taglio delle accise da 25 centesimi introdotto dal governo, una misura che scadrà il prossimo 7 aprile e che rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. Il problema non riguarda solo gli automobilisti privati, che già fanno i conti con costi crescenti anche sul mercato delle auto usate. L’impatto più pesante ricade sul settore dell’autotrasporto, dove le aziende di logistica vedono i propri bilanci messi sotto pressione da costi del gasolio ormai insostenibili. Ed è proprio da questo comparto che arriva la reazione più forte: le principali associazioni di categoria hanno deciso di passare all’azione, annunciando scioperi e mobilitazioni su scala nazionale.
5 giorni di fermo nazionale: la decisione di Trasportounito
L’associazione Trasportounito ha ufficializzato un fermo nazionale del trasporto merci su gomma che andrà dal 20 al 25 aprile. Secondo i vertici dell’organizzazione, il rincaro fuori controllo del carburante sta avendo effetti devastanti su bilanci già fragilissimi delle imprese del settore. Franco Pensiero, Presidente Nazionale di Trasportounito, ha spiegato che la volontà era quella di proclamare lo sciopero immediatamente, ma che le date sono state scelte “in considerazione degli orientamenti procedurali”. Il fermo, ha aggiunto, verrà portato avanti “nonostante ci siano controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero“, nella speranza che le proposte presentate per affrontare l’emergenza carburante vengano approvate con la massima urgenza.
Unatras porta la protesta nelle piazze di 100 città
Anche Unatras, il coordinamento che riunisce le principali federazioni nazionali dell’autotrasporto, ha annunciato una mobilitazione su larga scala. La decisione è arrivata dopo un confronto interno tra i rappresentanti del settore sull’emergenza legata ai rincari del prezzo dei carburanti. Gli autotrasportatori scenderanno in piazza in 100 città italiane, con assemblee permanenti pensate per coordinare le prossime iniziative alla luce delle tensioni internazionali in Medio Oriente. Ma potrebbe essere solo l’inizio: l’associazione non esclude “una protesta ancora più ampia e organizzata sulle strade”.
Il Comitato di Presidenza di Unatras avvierà una consultazione capillare in 100 presidi distribuiti su tutto il territorio nazionale. Le richieste messe sul tavolo sono piuttosto chiare. Si parte dallo stanziamento di risorse adeguate per compensare le perdite subite dalle imprese di autotrasporto. Poi c’è la sospensione e il differimento dei versamenti fiscali e contributivi, necessari per garantire liquidità immediata alle aziende in difficoltà. Infine, gli autotrasportatori chiedono interventi concreti contro le violazioni delle norme sui costi della sicurezza, a tutela degli operatori nei confronti di committenti e speculatori che approfittano della situazione.
