La guida autonoma resta uno degli obiettivi più ambiziosi e sfuggenti del mondo automobilistico. Di promesse ne sono state fatte tantissime negli ultimi anni, eppure quella “vera”, senza intervento umano, continua a sembrare più un miraggio che una realtà concreta. In questo scenario si inserisce ZYT, società cinese nata come spin-off del colosso dei droni DJI (fino a poco tempo fa si chiamava proprio DJI Automotive), che sta facendo parlare di sé con affermazioni piuttosto audaci. Il suo amministratore delegato, Shen Shaojie, ha dichiarato senza troppi giri di parole che il modello di intelligenza artificiale sviluppato dall’azienda “guida già meglio di lui”, persino nelle strade caotiche di Shenzhen o nei pressi delle scuole, dove i bambini possono sbucare all’improvviso.
La cosa interessante è l’approccio. ZYT non si affida ai classici moduli e sensori progettati per riconoscere singoli elementi come semafori o pedoni. Il sistema, stando a quanto spiegato da Shen, “può capire come guidare da sé”, ragionando in modo autonomo. L’espressione usata dal CEO è piuttosto evocativa: “il modello sta pensando all’interno del suo cervello”. Per addestrare questo sistema è stato usato materiale video catturato con droni, robot e addirittura aspirapolvere domestici, praticamente qualsiasi dispositivo dotato di videocamera. Un approfondimento sul funzionamento del modello verrà presentato al salone dell’auto di Pechino ad aprile.
Perché ZYT punta sui camion (e quanto fa risparmiare)
Quello che rende la strategia di ZYT particolarmente pragmatica è la scelta del segmento di mercato. Anziché buttarsi subito sulle auto per passeggeri, l’azienda ha deciso di concentrarsi sui camion, un settore dove ogni minimo risparmio sul carburante conta enormemente. ZYT ha già stretto collaborazioni con cinque dei sei principali produttori di camion cinesi, che insieme coprono circa il 98% del mercato nazionale. Numeri impressionanti.
Secondo Shen, l’adozione del modello di guida autonoma di ZYT permette di risparmiare dall’1 al 5% sul carburante. Può sembrare poco detto così, ma nel mondo del trasporto merci, dove i margini sono sottilissimi e ogni yuan conta, è un vantaggio competitivo niente male. È proprio questa logica economica che sta rendendo il settore dei camion più ricettivo rispetto a quello delle automobili tradizionali.
La collaborazione con Volkswagen e i limiti attuali
Tra i partner europei di ZYT figura Volkswagen, con cui la società cinese sta lavorando in ottica di sviluppi futuri. Un segnale che l’interesse verso questa tecnologia non si limita al mercato interno cinese, ma guarda anche all’Europa.
C’è però un aspetto da non sottovalutare: al momento il modello di ZYT richiede una capacità computazionale molto elevata e non è ancora pronto per essere integrato nelle auto destinate ai passeggeri. L’azienda sta lavorando allo sviluppo di chip più economici che possano rendere il sistema accessibile su larga scala, ma non prevede di portarli sul mercato prima del 2027.
