Le ruote del rover Curiosity su Marte mostrano segni evidenti di usura dopo oltre dodici anni di esplorazione continua sul pianeta rosso, eppure la missione della NASA non si ferma. Anzi, il veicolo robotico continua a macinare chilometri sul suolo marziano con una tenacia che ha sorpreso anche chi lo ha progettato. Ma quanto possono ancora resistere quelle ruote martoriate?
Dodici anni di Marte sotto le ruote
Curiosity è atterrato su Marte il 6 agosto 2012, all’interno del Cratere Gale, e da quel momento non ha mai smesso di lavorare. La missione originale prevedeva una durata di circa due anni terrestri, eppure il rover ha superato ogni aspettativa, continuando a raccogliere dati geologici, analizzare campioni di suolo e inviare immagini straordinarie verso Terra. Il problema, però, è che nessun componente meccanico dura per sempre, e le ruote di Curiosity ne sono la prova più visibile.
Realizzate in alluminio, le sei ruote del rover presentano ormai fori, crepe e deformazioni che si sono accumulate anno dopo anno. Il terreno marziano non perdona: rocce aguzze, pendenze ripide e discese impervie hanno lentamente logorato la superficie delle ruote, trasformandole in qualcosa che gli ingegneri della NASA descrivono con una certa preoccupazione ma senza allarmismo. La struttura portante regge ancora, anche se le immagini ravvicinate mostrano danni piuttosto significativi.
Come la NASA gestisce il problema delle ruote di Curiosity
Il team di ingegneri che segue la missione tiene sotto controllo costante lo stato delle ruote del rover Curiosity attraverso fotografie periodiche scattate dalla fotocamera montata sul braccio robotico. Ogni volta che emergono nuovi segni di deterioramento, gli specialisti aggiornano i modelli di previsione per capire quanto tempo possano ancora durare.
Nel corso degli anni, la NASA ha anche modificato il modo in cui Curiosity si muove. Gli algoritmi di guida sono stati aggiornati per far scegliere al rover percorsi meno aggressivi, evitando quando possibile le rocce più appuntite e riducendo la velocità nei tratti più insidiosi. Questo approccio ha rallentato il ritmo di deterioramento, regalando mesi e forse anni di vita extra alle ruote.
Va detto che il danno alle ruote non compromette la capacità scientifica del rover. Gli strumenti di bordo funzionano ancora perfettamente, e Curiosity continua a scalare le pendici del Monte Sharp, la montagna al centro del Cratere Gale, dove ogni strato di roccia racconta un capitolo diverso della storia geologica di Marte. La missione scientifica, insomma, procede senza sosta.
Una lezione per le future missioni su Marte
L’esperienza accumulata con le ruote di Curiosity ha avuto un impatto diretto sulla progettazione di Perseverance, il rover gemello atterrato su Marte nel febbraio 2021. Le ruote di Perseverance sono state ridisegnate con un profilo leggermente diverso e un battistrada più robusto, proprio per evitare lo stesso tipo di usura che ha colpito il predecessore. In pratica, ogni crepa sulle ruote di Curiosity è diventata un dato utile per migliorare la generazione successiva di veicoli marziani.
Nonostante tutto, il rover veterano della NASA non mostra segni di volersi arrendere. Le ruote sono un colabrodo, questo è innegabile, ma la struttura interna dei cerchi garantisce ancora sufficiente rigidità per muoversi sul terreno. Gli ingegneri stimano che Curiosity possa continuare a operare ancora per diverso tempo, anche se nessuno può prevedere con certezza quando le ruote cederanno definitivamente. Per ora, il rover Curiosity resta in marcia sul suolo di Marte, portando avanti una delle missioni di esplorazione planetaria più longeve e riuscite di sempre.
