Una truffa clamorosa sta facendo il giro della rete tra gli appassionati di gaming PC, e riguarda una delle schede grafiche più desiderate del momento. Un utente ha raccontato su Reddit che un suo amico ha ordinato una NVIDIA GeForce RTX 5090 tramite Amazon India, pagandola una cifra importante. Quello che è successo dopo l’apertura del pacco, però, ha del surreale.
La scheda in questione era una Gigabyte GeForce RTX 5090 Windforce OC da 32 GB, acquistata per 299.990 rupie indiane, che al cambio attuale corrispondono a circa 2.777 euro. Una cifra che ci si aspetterebbe di spendere per un componente di fascia altissima, non certo per quello che è saltato fuori dalla scatola: un pacco di detersivo. Proprio così. Niente GPU, niente ventole, niente dissipatore. Solo detersivo da bucato.
Il dettaglio che rende tutta la vicenda ancora più amara è che la RTX 5090 risultava venduta da un rivenditore terzo, ma spedita direttamente da Amazon attraverso il programma “Fulfilled by Amazon” (FBA). Questo significa che il prodotto era stato stoccato e gestito nei magazzini Amazon, il che rende difficile capire a che punto della catena logistica sia avvenuta la sostituzione.
Amazon rifiuta il rimborso nonostante le prove evidenti
La situazione si complica ulteriormente perché Amazon, almeno per il momento, ha rifiutato qualsiasi forma di rimborso. L’acquirente ha fornito documentazione video dell’apertura del pacco, anche se il filmato presenta alcune interruzioni che, secondo quanto dichiarato dall’utente stesso, sarebbero dovute al surriscaldamento continuo dello smartphone durante la registrazione. Un elemento che potrebbe aver indebolito la credibilità della prova agli occhi del servizio clienti.
C’è però un dato oggettivo che risulta difficile da ignorare. Il peso del pacco spedito da Amazon risulta registrato intorno a 1,6 kg, mentre una confezione contenente una GeForce RTX 5090 con il relativo imballaggio dovrebbe pesare circa 3 kg. Una differenza enorme, quasi il doppio, che da sola dovrebbe bastare a far suonare qualche campanello d’allarme.
Il caso diventa virale sui social
La storia è esplosa anche su X (ex Twitter), dove l’acquirente ha taggato direttamente Amazon e il servizio di assistenza, usando hashtag come #AmazonScam e #ConsumerRights. Nel post si legge chiaramente che la RTX 5090 era stata ordinata per una startup, il che aggiunge un ulteriore livello di frustrazione: non si trattava di un acquisto per svago, ma di un investimento lavorativo.
Casi simili non sono purtroppo una novità assoluta nel mondo dell’e-commerce, soprattutto quando si parla di prodotti dal valore molto elevato e dalla disponibilità limitata. Le schede grafiche di fascia alta rappresentano un bersaglio particolarmente appetibile per questo tipo di frodi, sia per il loro prezzo sia per l’altissima domanda.
