Ha dell’incredibile quello che è successo nel Cremasco, dove un hacker è riuscito a prendere il controllo del sito web di una ditta di noleggio e lo ha trasformato, di fatto, in una trappola perfetta per spillare soldi ai clienti. La vicenda, raccontata da La Provincia, ha coinvolto diversi utenti che hanno versato bonifici da centinaia o addirittura migliaia di euro, convinti di aver prenotato macchinari per il cantiere. Soldi che, ovviamente, sono finiti nelle tasche sbagliate.
Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace. L’attacco informatico ha colpito in modo mirato il portale dell’azienda di noleggio, modificandone i contenuti in maniera quasi impercettibile. Chi visitava il sito non aveva modo di accorgersi che qualcosa non tornava: le pagine sembravano quelle di sempre, i macchinari erano elencati regolarmente, e le modalità di pagamento apparivano del tutto normali. Solo che i dati bancari per i bonifici erano stati cambiati. I clienti, quindi, pagavano senza sospettare nulla, mandando i propri soldi direttamente all’hacker.
Clienti ignari e un’azienda presa in contropiede
La truffa è venuta a galla quando alcuni clienti hanno iniziato a lamentarsi con la ditta per macchinari mai ricevuti dopo il pagamento. A quel punto, l’azienda ha scoperto che il proprio sito era stato compromesso e che le coordinate bancarie visibili online non erano le sue. Una scoperta che deve essere stata, a dir poco, agghiacciante.
Parliamo di un tipo di frode che negli ultimi anni sta diventando sempre più frequente, soprattutto ai danni di piccole e medie imprese che non sempre dispongono di sistemi di sicurezza informatica all’altezza. Un sito bucato, un paio di modifiche strategiche, e il gioco è fatto: i soldi partono verso conti intestati a prestanome o comunque difficili da rintracciare.
Nel caso specifico, la somma complessiva sottratta ai clienti della ditta di noleggio ammonta a migliaia di euro. Non è ancora chiaro se tutti i soggetti coinvolti riusciranno a recuperare quanto versato. Molto dipenderà dalle indagini e dalla rapidità con cui le banche riusciranno eventualmente a bloccare i fondi, ammesso che non siano già stati spostati altrove.
Un campanello d’allarme per le piccole imprese
Questa vicenda del Cremasco mette in luce un problema enorme che riguarda la sicurezza dei siti web aziendali. Spesso le piccole realtà imprenditoriali investono nella creazione di un sito ma poi trascurano aggiornamenti, manutenzione e protezione da intrusioni esterne. Ed è proprio lì che si infilano i criminali informatici, sfruttando vulnerabilità note e mai corrette.
