Volvo EX60 è arrivata in Italia e porta con sé una novità che va ben oltre il design o la motorizzazione elettrica: l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale a bordo. Non parliamo di un semplice assistente vocale o di qualche funzione smart di contorno, ma di un sistema che punta a trasformare il modo stesso di guidare, di gestire la manutenzione e persino di pensare alla sicurezza stradale nel suo complesso. A raccontare questa visione è stato Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Car Italia, che ha spiegato nel dettaglio come funziona il cuore tecnologico della nuova vettura e dove sta andando il marchio svedese.
Il pezzo forte di Volvo EX60 si chiama Core Computing. Si tratta di un sistema centralizzato che raccoglie in un unico cervello elettronico tutto ciò che prima era gestito da centraline separate. Questo consente una velocità di elaborazione enormemente superiore, e grazie all’intelligenza artificiale la risposta dell’auto diventa quasi predittiva. Tradotto: la vettura non si limita a reagire quando qualcosa va storto, ma impara strada facendo e riesce ad anticipare le situazioni di pericolo. Un lavoro di “allenamento” iniziato circa tre o quattro anni fa, perché queste auto hanno bisogno di accumulare esperienza esattamente come farebbe un essere umano.
Ma l’intelligenza artificiale su Volvo EX60 non si ferma alla sicurezza attiva. Funziona anche come un vero compagno di viaggio, con un livello di assistenza che si può calibrare: sempre presente oppure attivo solo quando viene richiesto. Può ricordare cose dimenticate, organizzare la giornata, segnalare dettagli sfuggiti. E gestisce anche il powertrain, analizzando lo stile di guida, monitorando lo stato della batteria e delle celle, e arrivando addirittura a prevedere con buona precisione gli intervalli di manutenzione o eventuali guasti futuri.
Elettrificazione, guida autonoma e il futuro della gamma Volvo
Il fatto che Volvo EX60 sia completamente elettrica non è un dettaglio secondario. Secondo Crisci, l’elettrificazione è un passaggio quasi obbligato per sostenere l’enorme fabbisogno energetico dell’intelligenza artificiale a bordo. Un sistema plug-in faticherebbe, figurarsi un motore termico. L’obiettivo dichiarato è arrivare alla guida autonoma, che per Volvo rappresenta un tassello sinergico rispetto alla transizione energetica e alla sicurezza: auto che non si scontrano possono essere progettate più leggere, consumare meno energia e circolare in modo più fluido.
Sul fronte della cybersicurezza, i dati a bordo sono protetti con sistemi paragonabili a quelli usati nella vita quotidiana. Il cliente può cancellare la cronologia del navigatore al momento della rivendita. Resta però aperto il tema della giurisprudenza legata all’intelligenza artificiale e alla guida autonoma, ancora in una fase embrionale: la tecnologia corre molto più veloce delle normative, e servirebbe una legislazione capace di anticipare gli eventi piuttosto che rincorrerli.
Volvo EX60 integra anche Gemini di Google, personalizzato con modifiche specifiche per il marchio e per il settore automotive. E l’intelligenza artificiale può essere sfruttata anche nella gestione delle flotte, con la connettività tra veicoli che diventa un vantaggio competitivo concreto.
Dalla EX60 ai modelli più piccoli: niente rinunce sulla tecnologia
La modularità delle piattaforme Volvo consente di replicare gli stessi sistemi della EX60 anche su auto di dimensioni inferiori. Dal 2027 in avanti, le nuove generazioni della gamma faranno ampio uso dell’intelligenza artificiale, compresa la futura erede di Volvo XC40, attesa proprio come nuova generazione elettrica. Il vecchio schema secondo cui un’auto più piccola significa meno tecnologia non vale più: se la potenza in kilowatt è sufficiente, il sistema regge esattamente come sui modelli più grandi. L’intelligenza artificiale sarà propedeutica anche al design futuro, perché auto progettate per non avere incidenti potranno permettersi libertà stilistiche oggi impensabili, senza dover prevedere deformazioni programmate o strutture di protezione tradizionali.
