La notizia che sta facendo discutere riguarda GTA 6 e il modo in cui Rockstar Games potrebbe gestire le recensioni del gioco più atteso del 2026. Secondo un rumor piuttosto interessante, questa volta niente codici spediti alle redazioni di mezzo mondo. La strategia sarebbe completamente diversa da quella a cui la stampa videoludica è abituata, e se confermata rappresenterebbe una scelta senza precedenti per un lancio di questa portata.
A parlarne è stato Pedro Henrique Lutti Lippe, giornalista brasiliano, durante il podcast X do Controle. Lippe ha spiegato che Rockstar Games e Take-Two non avrebbero intenzione di distribuire i classici codici recensione per GTA 6. Al loro posto, la strategia prevederebbe un evento a porte chiuse dedicato esclusivamente alla stampa. I giornalisti verrebbero invitati in una location specifica, dove resterebbero per diversi giorni a giocare il titolo, con l’obiettivo di scrivere la propria recensione direttamente sul posto.
Le parole di Lippe sono state piuttosto esplicite: “Nessuno otterrà una chiave per questo gioco. Pare che ci sarà un qualche tipo di evento per recensori. Inviteranno i giornalisti, staranno lì per giorni e non ci saranno leak. Tutti giocheranno a porte chiuse”. Una dichiarazione che lascia poco spazio all’interpretazione, anche se va sottolineato che al momento resta un rumor non confermato ufficialmente.
Perché Rockstar vuole evitare i leak a tutti i costi
Il motivo dietro una scelta del genere sarebbe abbastanza evidente: ridurre al minimo il rischio di fughe di notizie e materiale non autorizzato. GTA 6 è un progetto colossale, il cui costo di sviluppo si aggirerebbe tra 1 e 1,5 miliardi di euro circa, cifre che danno l’idea della posta in gioco. Anche inviando codici solo alle testate più affidabili e facendo firmare accordi di non divulgazione estremamente rigidi, il rischio che qualcosa sfugga esiste sempre. E Rockstar lo sa bene, considerando quanto è già successo in passato con i leak che hanno colpito proprio GTA 6 durante lo sviluppo.
Organizzare un evento controllato permetterebbe di avere piena supervisione su chi gioca, quando gioca e cosa viene condiviso. Una sorta di bolla protettiva attorno al gioco fino al giorno del lancio. È una pratica non del tutto inedita nel settore, ma applicarla su questa scala per un titolo così enorme sarebbe qualcosa di nuovo.
Chi è il giornalista che ha diffuso l’indiscrezione
Vale la pena spendere due parole su chi ha fatto circolare questa informazione. Lippe è attualmente un libero professionista, ma fino a poco tempo fa lavorava per Omelete Company, la società che gestisce eventi come il CCXP e la Gamescom LATAM. Non si tratta quindi di una fonte qualunque: il suo background professionale lo mette in una posizione in cui potrebbe effettivamente aver avuto accesso a informazioni riservate sui piani di Rockstar Games per GTA 6.
