Stellantis ha ufficializzato un progetto che potrebbe cambiare le regole del gioco per la mobilità elettrica in Europa: dal 2028, nello stabilimento di Pomigliano, nel sud Italia, inizierà la produzione di una nuova generazione di auto elettriche piccole e accessibili, pensate per la città e per chi oggi non riesce più a permettersi un’auto nuova. Una notizia che arriva in un momento in cui il mercato europeo soffre proprio la scomparsa delle vetture economiche.
Il progetto E-car e il nuovo quadro normativo europeo
Il piano ruota attorno a un nuovo programma battezzato E-car, sviluppato per creare veicoli elettrici di segmento A destinati al mercato europeo. Il tutto si inserisce nel nuovo framework della Commissione Europea, che punta a rendere più sostenibile, anche dal punto di vista industriale, la produzione di questi modelli. Il meccanismo funziona un po’ come le regole giapponesi sulle kei car: verrà creata una nuova categoria chiamata M1E, riservata a veicoli elettrici sotto i 4,2 metri costruiti in Europa, che potranno beneficiare di “super crediti” per il calcolo delle emissioni di CO2 dei costruttori.
I requisiti precisi della categoria M1E non sono ancora stati definiti nel dettaglio, ma la Commissione ha anticipato l’intenzione di congelare la regolamentazione per dieci anni, così da offrire certezze ai produttori e limitare la necessità di investimenti continui. Stellantis ha definito questo segmento ad “alto potenziale”, sottolineando come giocherà un ruolo fondamentale nel favorire l’adozione su larga scala dei veicoli completamente elettrici per la mobilità urbana quotidiana.
Il numero uno di Stellantis, Antonio Filosa, ha evidenziato come la mancanza di auto accessibili sia oggi uno dei problemi più gravi dell’industria automobilistica europea, semplicemente perché auto sotto i 15.000 euro non esistono più. Parlando al Financial Times Future of the Car Summit a Londra, Filosa ha spiegato che l’accessibilità è possibile, che il progetto E-car è fattibile, e che esiste ormai un riconoscimento del fatto che le piccole elettriche inquinano meno e meritano quindi un trattamento normativo dedicato.
Pomigliano al centro della strategia, con Fiat Panda e Citroën protagoniste
La produzione avverrà nello stabilimento Stellantis di Pomigliano, che attualmente sforna la Fiat Panda e l’Alfa Romeo Tonale, con una capacità produttiva di quasi 300.000 vetture all’anno. La scelta della fabbrica, ha spiegato la società, è legata al potenziale di volumi produttivi significativi che il programma E-car potrà generare. Lo stabilimento vanta inoltre una lunga tradizione nella produzione di alcune delle auto più iconiche e accessibili d’Europa, Fiat Panda su tutte.
Ed è proprio una versione elettrica della Panda uno dei modelli previsti per la nuova categoria M1E. Il progetto prevede un modello entry level che si posizionerà sotto la Grande Panda, basato sulla piattaforma STLA City che già sostiene Fiat 500, e costruito proprio a Pomigliano. Il responsabile del marchio Fiat, Olivier François, ha anticipato che il design della nuova Panda sarà più vicino a quello dell’originale degli anni Ottanta, descrivendola come la “baby bear” rispetto alla “Mama Bear” Grande Panda.
Anche Citroën si sta muovendo nella stessa direzione, lavorando a una sorta di revival spirituale della leggendaria 2CV per la classe M1E: un’elettrica entry level che si collocherà sotto la C3. Il boss del marchio francese, Xavier Chardon, ha fatto eco alle parole di Filosa, sottolineando come il mercato europeo sia l’unico a non essersi ripreso dopo il Covid. Stati Uniti, Cina, persino il Sudamerica sono tornati ai livelli precedenti, mentre in Europa mancano ancora tre milioni di acquirenti di auto nuove ogni anno. Secondo Chardon, il 60% di questo calo dipende dal fatto che non esistono più auto sotto i 15.000 euro. L’età media del parco auto europeo è salita di oltre due anni nell’ultimo quinquennio, superando ormai i 12 anni di media, e questo rende urgente la necessità di offrire di nuovo veicoli nuovi a prezzi abbordabili.
