Il geologo Mario Tozzi torna a parlare di sostenibilità e lo fa con un messaggio chiaro: bisogna rispettare i cicli naturali e puntare con decisione sulle energie rinnovabili. Non è la prima volta che lo scienziato e divulgatore si esprime su questi temi, ma ogni volta riesce a trovare un angolo diverso, capace di rendere concetti complessi alla portata di tutti. Una delle prime lezioni scientifiche che chiunque incontra sui banchi di scuola è proprio quella legata al ciclo dell’acqua. Con diagrammi, disegni e schemi colorati, le insegnanti spiegano che per avere una singola goccia di acqua potabile essa deve compiere un viaggio lunghissimo, attraversando oceani, atmosfera, nuvole, pioggia, fiumi e falde sotterranee. Un percorso che tocca ogni angolo del pianeta prima di arrivare al rubinetto di casa. Eppure, nonostante questa lezione venga impartita praticamente a ogni bambino, da adulti si tende a dimenticarla con una facilità imbarazzante.
Ed è proprio qui che si inserisce il ragionamento di Mario Tozzi. Il geologo sottolinea come la natura funzioni per cicli, sistemi interconnessi che si autoregolano da milioni di anni. L’acqua evapora, si condensa, precipita, filtra nel terreno e ricomincia. Il carbonio segue percorsi analoghi. Persino i nutrienti del suolo partecipano a dinamiche circolari. Il problema, secondo Tozzi, è che il modello economico e produttivo attuale ha rotto questi equilibri, interrompendo catene che funzionavano perfettamente da sole.
Rinnovabili come alleate dei processi naturali
Il punto centrale del discorso di Mario Tozzi riguarda le energie rinnovabili come strumento per riallinearsi con i ritmi della Terra. Solare, eolico, geotermico: sono tutte fonti che non sottraggono risorse finite al pianeta, ma si limitano a intercettare flussi energetici che esistono già. Il sole scalda comunque la superficie terrestre, il vento soffia a prescindere, il calore interno della Terra non si esaurisce su scale temporali umane. Sfruttare queste fonti significa, in sostanza, inserirsi dentro i cicli naturali invece di contrastarli.
Al contrario, l’uso massiccio di combustibili fossili ha immesso nell’atmosfera quantità enormi di carbonio che era rimasto intrappolato nel sottosuolo per milioni di anni. Questo ha alterato il ciclo del carbonio in modo drastico, con conseguenze visibili: temperature medie in aumento, eventi meteorologici estremi sempre più frequenti, scioglimento dei ghiacciai.
Tozzi insiste su un concetto che può sembrare banale ma non lo è affatto: la sostenibilità non è un’invenzione moderna, è il modo in cui la natura ha sempre funzionato. Ogni ecosistema sano ricicla tutto, non produce scarti inutilizzabili, non accumula rifiuti. Le società umane hanno iniziato a deviare da questo schema solo negli ultimi due secoli, con l’industrializzazione e la dipendenza dai fossili.
Un cambio di mentalità prima ancora che di tecnologia
Per il geologo, la transizione verso le rinnovabili non è solo una questione tecnica o economica. Si tratta di un cambio di mentalità profondo. Capire che non si può continuare a prelevare risorse senza restituire nulla al sistema è il primo passo. La tecnologia per farlo esiste già, e migliora di anno in anno. I costi del fotovoltaico, ad esempio, sono crollati in modo impressionante nell’ultimo decennio, rendendo l’energia solare competitiva con le fonti tradizionali in moltissimi contesti.
Mario Tozzi ricorda che quella lezione sul ciclo dell’acqua, imparata da bambini, contiene in realtà tutto quello che serve sapere sulla sostenibilità: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. E chi ignora questo principio finisce per pagarne le conseguenze.
