Galaxy Z TriFold è stato ritirato dal mercato a soli tre mesi dal lancio, e la cosa potrebbe sembrare un disastro. Invece, a guardare bene, questa mossa potrebbe segnare l’inizio di qualcosa di molto più interessante per il futuro di Samsung nel mondo degli smartphone pieghevoli. Dopo anni di aggiornamenti poco entusiasmanti, compreso un Galaxy S26 Ultra che non ha esattamente fatto gridare al miracolo, l’azienda coreana aveva bisogno di dimostrare di saper ancora stupire. E con il suo primo trifoldable, ce l’ha fatta. Il telefono è andato esaurito in pochi minuti dopo il lancio in Corea del Sud, e la scena si è ripetuta puntualmente negli Stati Uniti e a ogni rifornimento successivo. Eppure Samsung ha deciso di fermarlo. La chiave sta nel fatto che un Galaxy Z TriFold 2 sarebbe già in fase di sviluppo, il che cambia completamente la prospettiva.
Un copione già visto con il primo Galaxy Fold
Uno dei motivi dietro la cancellazione di Galaxy Z TriFold è che, diciamolo chiaramente, non era un dispositivo privo di problemi. Innovativo, emozionante, con prestazioni solide, certo. Ma i difetti di durabilità erano evidenti. Poco dopo il lancio, diversi utenti hanno segnalato guasti al display interno, una situazione che ricorda da vicino quello che successe con il primo Galaxy Fold nel 2019. All’epoca, ancora prima dell’uscita ufficiale, alcuni giornalisti avevano ricevuto unità di prova che si erano rotte. Samsung fu costretta a posticipare il lancio di qualche mese, e quando finalmente arrivò sugli scaffali, il Galaxy Fold era accompagnato da una serie di avvertenze sulla sua fragilità. Col tempo, però, la serie Galaxy Z Fold è migliorata in modo costante. Oggi Galaxy Z Fold 7 può tranquillamente sostituire qualsiasi smartphone tradizionale, spinto dalla concorrenza di dispositivi come Honor Magic V6 e Oppo Find N6. I pieghevoli non sono più un giocattolo per appassionati di tecnologia estrema: esiste un mercato piccolo ma in crescita.
Il prezzo e il futuro dei trifoldable
L’altro grande problema di Galaxy Z TriFold era il prezzo. Parliamo di circa 2.800 euro per uno smartphone, una cifra che i fan più accaniti hanno accettato senza battere ciglio, ma che non basta a costruire un business sostenibile. Perché anche a quel prezzo, Samsung avrebbe venduto il dispositivo con margini di profitto minimi. L’aumento dei costi della memoria e un mercato smartphone in contrazione rendono questo tipo di investimenti ancora più rischiosi. Detto questo, la memoria probabilmente non è nemmeno il componente più costoso: il display da 10 pollici e le cerniere avanzate pesano molto di più sul costo di produzione.
Ed è proprio qui che entra in gioco la storia di Samsung, fatta di ritorni in grande stile. Le prime indiscrezioni su Galaxy Z TriFold 2 parlano di cerniere migliorate, più semplici e meno costose da produrre. Se fosse vero, questo risolverebbe buona parte dei problemi tecnici della prima generazione e abbasserebbe sensibilmente i costi di fabbricazione, trasformando il successore in un prodotto finalmente profittevole.
C’è chi potrebbe obiettare che Samsung ultimamente sembra un po’ distratta rispetto alle tendenze del mercato. Galaxy S26 Ultra resta indietro rispetto ad alcuni rivali cinesi, e Huawei aveva già lanciato due trifoldable prima che Samsung ne presentasse uno. Però Galaxy Z TriFold ha dimostrato una cosa fondamentale: è stato il primo dispositivo trifoldable a vendere bene su scala globale.
