Fortnite è di nuovo disponibile su App Store, e questa volta si parla di un ritorno globale, su tutti i dispositivi iPhone e iPad. La notizia arriva a due mesi esatti da quando il celebre battle royale era ricomparso sul Play Store di Google, e ora Epic Games completa il cerchio riportando il suo titolo di punta anche sullo store ufficiale di Apple.
Che Fortnite fosse già giocabile su iOS e iPadOS non è esattamente una novità. Da tempo, infatti, era possibile scaricarlo attraverso l’Epic Games Store, pubblicato direttamente sulle piattaforme della casa di Cupertino. Però c’è una differenza enorme, e chi conosce le abitudini degli utenti Apple lo sa bene: la stragrande maggioranza delle persone scarica le proprie app esclusivamente dagli store ufficiali. Quindi il passaggio su App Store non è un dettaglio tecnico, è il vero punto di svolta. È quel momento in cui le cose tornano davvero alla normalità, quella che esisteva prima del ban che aveva fatto sparire Fortnite dagli scaffali digitali di Apple.
Una vittoria quasi totale per Epic Games
Con questo ritorno, Epic Games porta a casa una vittoria che si può definire praticamente completa nei confronti di Apple. Lo scontro tra le due aziende è andato avanti per anni ed è stato tutt’altro che banale. Non si è trattato solo di una questione legata a un singolo gioco: la battaglia legale e commerciale ha innescato una serie di cambiamenti strutturali nel modo in cui iOS e iPadOS gestiscono le app provenienti da fonti esterne. Ha sollevato questioni enormi sui costi imposti agli sviluppatori e sul ruolo, spesso definito da monopolista, di chi controlla una piattaforma digitale come quella di Apple.
Fortnite su App Store, insomma, non è solo il ritorno di un videogioco popolarissimo. È il simbolo di una fase che si chiude, almeno dal punto di vista pratico, dopo uno dei conflitti più seguiti dell’industria tecnologica degli ultimi anni.
Non solo Apple: lo scontro aveva coinvolto anche Google
Vale la pena ricordare che tutta questa vicenda non ha riguardato soltanto Apple. Lo scontro è avvenuto in egual misura anche nei confronti di Google. Tutto era iniziato con una mossa deliberata da parte di Epic Games, che aveva violato le regole di entrambi gli store per quanto riguarda la gestione dei pagamenti interni alle app. Una provocazione calcolata, che aveva l’obiettivo di mettere in discussione le commissioni applicate dai due colossi e le loro politiche commerciali. Da lì, la situazione si è trasformata in qualcosa di molto più grande: cause legali, sentenze, modifiche normative e un dibattito pubblico che ha coinvolto regolatori, sviluppatori e milioni di utenti in tutto il mondo.

