I chip M5 di Apple hanno portato con sé una novità architetturale che non è passata inosservata. Con l’annuncio di M5 Pro e M5 Max a marzo 2026, l’azienda di Cupertino ha introdotto per la prima volta tre diverse tipologie di core nella propria linea di processori: efficiency, performance e super. Una scelta che rompe con la tradizionale suddivisione a due livelli e che ora, grazie a una nuova intervista rilasciata alla testata tedesca Mac & i, trova una spiegazione più dettagliata.
Per capire la struttura, vale la pena fare un rapido riepilogo. Il chip M5 base integra core efficiency e core super. I chip M5 Pro e M5 Max, invece, affiancano ai core super anche i nuovi core performance, che rappresentano la vera novità di questa generazione. I “super core” sono quelli che nelle generazioni precedenti venivano chiamati semplicemente “performance core”, ma Apple ha deciso di rinominarli per fare spazio a questa nuova categoria intermedia.
Cosa fa ogni tipo di core e perché la distinzione conta
Nell’intervista, Anand Shimpi, che lavora sulle tecnologie hardware di Apple, ha spiegato il ruolo di ciascun core in modo piuttosto diretto. Il super core è, parole sue, “il core CPU più veloce al mondo”, ottimizzato per le prestazioni in single core. Il core efficiency, dall’altro lato, è quello con la massima efficienza energetica: non raggiunge le stesse prestazioni per singolo ciclo di clock del super core, ma tiene bassissimi i consumi per le attività in background.
La parte più interessante riguarda proprio il core performance, il nuovo arrivato. Shimpi ha chiarito che non si tratta semplicemente di un super core con frequenza più bassa. “È una microarchitettura completamente su misura“, ha detto. “Differisce in modo significativo sia dal super core che dall’efficiency core. E riesce addirittura a superare l’efficienza del core efficiency.” Il suo compito principale è gestire le prestazioni multi thread, garantendo potenza quando servono più fili di esecuzione contemporaneamente, senza sprechi energetici eccessivi.
Doug Brooks, product manager dei Mac in Apple, ha aggiunto che la scelta di usare tre nomi distinti serve a rendere immediatamente chiare le caratteristiche prestazionali di ogni core. Niente ambiguità, insomma.
E il futuro chip M5 Ultra?
Quando i giornalisti hanno provato a chiedere se la nuova Fusion Architecture dei chip M5 Pro e M5 Max potrebbe essere applicata anche a un futuro M5 Ultra, Shimpi ha preferito non sbilanciarsi. “Al momento abbiamo annunciato solo M5 Pro e M5 Max”, ha risposto. Una non risposta che, come spesso accade con Apple, lascia aperta ogni possibilità senza confermare nulla.
I nuovi Mac equipaggiati con chip M5 sono già disponibili all’acquisto nelle versioni MacBook Pro con M5, M5 Pro e M5 Max, oltre al MacBook Air con M5.
