Il DLSS 5 di NVIDIA continua a far discutere, e stavolta non si tratta solo di tecnologia o prestazioni grafiche. Secondo quanto riportato dall’insider Tom Henderson, gli sviluppatori dei giochi mostrati durante il reveal ufficiale sarebbero stati completamente tenuti all’oscuro della presentazione. Una rivelazione che, se confermata, aggiungerebbe un elemento piuttosto imbarazzante a una situazione già di per sé parecchio turbolenta.
Il punto è questo: quando NVIDIA ha mostrato al mondo il DLSS 5, lo ha fatto utilizzando filmati e demo tratti da titoli specifici. Chi li sviluppa, però, a quanto pare non era stato avvisato. Nessuna comunicazione, nessun coinvolgimento diretto. Gli studi coinvolti avrebbero scoperto tutto insieme al resto del pubblico, il che solleva più di qualche domanda su come NVIDIA abbia gestito l’intera operazione dal punto di vista delle relazioni con i partner.
Il dibattito online e la reazione del CEO Jensen Huang
Nel frattempo, la rete è letteralmente esplosa di critiche verso il DLSS 5. Le discussioni si sono moltiplicate su forum, social e canali specializzati, con una fetta consistente della community che ha espresso perplessità sulla reale utilità di questa nuova versione della tecnologia di upscaling di NVIDIA. Molti giocatori si sono detti poco convinti dai miglioramenti promessi, e il tono generale delle reazioni è stato tutt’altro che entusiasta.
A questo punto è intervenuto direttamente Jensen Huang, CEO di NVIDIA, con una dichiarazione che ha fatto alzare più di un sopracciglio. Huang ha sostanzialmente affermato che i giocatori “non hanno capito niente” riguardo al DLSS 5. Una frase piuttosto forte, che invece di placare gli animi ha finito per alimentare ancora di più il malcontento. Dire al proprio pubblico che non ha compreso la portata di un prodotto non è esattamente la mossa di comunicazione più elegante, e in tanti glielo hanno fatto notare.
Una gestione discutibile su più fronti
Quello che emerge da questa vicenda è un quadro complessivo poco lusinghiero per NVIDIA. Da un lato c’è un prodotto, il DLSS 5, che avrebbe dovuto rappresentare un passo avanti significativo nel rendering basato su intelligenza artificiale, ma che per ora ha generato più scetticismo che entusiasmo. Dall’altro c’è una gestione della comunicazione che lascia perplessi sotto diversi aspetti.
Se davvero gli sviluppatori non sono stati informati dell’utilizzo dei loro giochi durante la presentazione, si tratterebbe di una mancanza di trasparenza non da poco. I rapporti tra produttori di hardware e studi di sviluppo si basano sulla fiducia reciproca, e un episodio del genere rischia di incrinare quel tipo di collaborazione che è fondamentale per il funzionamento dell’intero ecosistema videoludico.
