Alla GTC 2026 è arrivato l’annuncio che il mondo del gaming aspettava da tempo: NVIDIA DLSS 5 è realtà, e porta con sé una promessa enorme. Jensen Huang ha presentato quella che viene definita la svolta più significativa dai tempi del ray tracing, ovvero il rendering neurale applicato direttamente ai videogiochi. Non una semplice evoluzione incrementale, ma un cambio di paradigma nel modo in cui i frame vengono elaborati e restituiti a schermo.
Il ragionamento di partenza è piuttosto chiaro, anche per chi non mastica tecnologia tutti i giorni: la potenza bruta delle schede video, da sola, non basta più. Sono anni che tecnologie come gli upscaler cercano di tamponare il problema, e lo fanno bene, ma il divario tra un frame di gioco e uno renderizzato per il cinema resta enorme. Un frame in game ha bisogno di circa 16 millisecondi per essere calcolato. Un frame cinematografico può richiedere ore. NVIDIA ha moltiplicato la potenza delle proprie GPU di centinaia di migliaia di volte dal 2001 a oggi, eppure quel gap non si è mai chiuso del tutto.
Come funziona il DLSS 5 e perché è diverso da tutto il resto
Ed è qui che DLSS 5 entra in scena con un approccio radicalmente diverso. Invece di generare più pixel, l’idea è trasformarli qualitativamente. Il modello neurale prende come input i vettori di colore e movimento di ogni frame, e da lì elabora un’illuminazione fotorealistica insieme ad altri elementi di livello cinematografico. Si parla di subsurface scattering sulla pelle, riflessi morbidi sui tessuti, interazioni tra luce e capelli. Tutto questo, però, resta ancorato al contenuto 3D originale, garantendo coerenza frame dopo frame e, soprattutto, funzionando in tempo reale.
Attenzione, perché non si tratta di generazione IA senza controllo. Ogni output è fedele alla scena effettivamente renderizzata, con controlli granulari a disposizione degli sviluppatori per calibrare il risultato finale. E qui va fatta una precisazione importante: DLSS 5 non sostituisce il path tracing. Piuttosto, lavora in sinergia con esso. Il path tracing si occupa di garantire che la geometria e la fisica delle luci vengano rispettate, mentre il rendering neurale di NVIDIA DLSS 5 interviene per spingere il risultato verso un livello di fotorealismo che prima era semplicemente fuori portata.
Giochi compatibili e data di lancio
Sul fronte della compatibilità, NVIDIA ha già confermato il supporto a Unreal Engine 5 e la piena integrazione con il resto dell’ecosistema DLSS. La lista dei titoli già annunciati è di tutto rispetto: Starfield, Resident Evil Requiem, Assassin’s Creed Shadows, Hogwarts Legacy e The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered. Dietro a questi nomi ci sono publisher del calibro di Bethesda, CAPCOM, Ubisoft e Warner Bros. Games, il che lascia intendere un supporto ampio fin dal giorno del debutto.
