Chi cerca alternative a Spotify gratis lo fa per una ragione piuttosto semplice: la versione gratuita della piattaforma impone parecchi limiti che, alla lunga, diventano frustranti. Pubblicità tra un brano e l’altro, impossibilità di scegliere liberamente le canzoni, niente download per l’ascolto offline. Negli anni, molti utenti avevano trovato scorciatoie più o meno lecite per aggirare queste restrizioni e accedere alle funzioni premium senza pagare, ma Spotify ha progressivamente blindato il sistema rendendo questi trucchetti praticamente inutilizzabili.
Prima di passare alle alternative, vale la pena ricordare cosa si ottiene con l’abbonamento a pagamento (da 11,99 euro al mese): niente pubblicità, download dei brani, riproduzione in qualsiasi ordine, qualità audio lossless, code di ascolto personalizzate e sessioni di gruppo in tempo reale con gli amici. Se tutto questo non è indispensabile, o se semplicemente non si vuole spendere, le opzioni non mancano. Piccola premessa onesta: qualche compromesso va messo in conto, perché nessun servizio gratuito offre proprio tutto.
SoundCloud, Jamendo e JustHearIt: tre strade diverse per la musica gratuita
SoundCloud è il paradiso di chi ama esplorare fuori dai radar. Artisti emergenti, produzioni indipendenti, stazioni radio, contenuti che difficilmente si trovano altrove. La piattaforma funziona anche come una sorta di piccolo social network dove seguire musicisti e creare una propria rete. Le app per Android e iOS girano bene, l’interfaccia è pulita e tutto è legale al 100%. Il rovescio della medaglia? Le hit da classifica non abitano qui.
Poi c’è Jamendo, che tra le alternative a Spotify gratis è forse la più generosa in termini di catalogo. Tutti i brani sono pubblicati con licenze Creative Commons o Licenza Arte Libera, il che significa che si possono ascoltare e scaricare liberamente senza violare nulla. Esiste anche una sezione Pro per chi ha bisogno di musica a uso commerciale. Anche su Jamendo le ultime hit radiofoniche latitano, ma le sorprese non mancano: parecchi nomi importanti, soprattutto internazionali, hanno brani disponibili in modo completamente gratuito. Come SoundCloud, è un ottimo modo per allargare i propri orizzonti musicali.
JustHearIt è invece un’opzione esclusiva per chi usa iOS. L’interfaccia è essenziale, in inglese ma comprensibile senza problemi. Si cerca un artista, si sfogliano i risultati, si ascolta. Si possono creare playlist, esplorare quelle di altri utenti e perfino caricare brani per contribuire al catalogo, che al momento non è enorme (soprattutto per quanto riguarda la musica italiana). Registrandosi gratis si salvano le preferenze. Il sito web funziona senza intoppi, l’app un po’ meno.
Bandcamp, Last.fm e YouTube Music: le altre opzioni da considerare
Bandcamp, disponibile sia per iOS che per Android, sta conquistando spazio come uno dei portali musicali più interessanti del web. I musicisti creano il proprio profilo, pubblicano album e vendono anche merchandising e copie fisiche. La piattaforma consente di ascoltare musica gratis, anche se non tutti gli album sono accessibili per intero: spesso sono disponibili solo due o tre tracce per disco.
Last.fm è una piattaforma nota soprattutto per la raccolta di statistiche su ciò che si ascolta nei vari servizi di streaming, ma permette anche di ascoltare brani direttamente.
Meglio stare alla larga da app che operano al limite della legalità, come quei lettori audio per Android che estraggono l’audio dai video di YouTube (tipo Ymusic). Non si trovano su Google Play, vanno scaricate tramite apk e il rischio di incappare in scam o software malevoli è concreto. La scelta più sensata, in questo caso, è YouTube Music: il servizio audio ufficiale di YouTube dà accesso a un archivio sterminato di brani e live. Le pubblicità ci sono, e i video possono risultare invadenti soprattutto da app, ma resta una delle alternative a Spotify gratis più complete in circolazione.


