Cani robot armati stanno per diventare realtà operativa nelle forze armate statunitensi. Non si tratta di prototipi da laboratorio o concept futuristici, ma di piattaforme quadrupedi vere e proprie, dotate di armi da fuoco, pronte a essere testate in scenari di combattimento urbano entro pochi mesi.
L’accordo tra il Pentagono e Skyborne Technologies
Il Dipartimento di Guerra degli Stati Uniti ha ufficializzato un contratto del valore di circa 6 milioni di euro con Skyborne Technologies, azienda di difesa australiana specializzata in sistemi robotici avanzati. L’intesa prevede la fornitura di 14 piattaforme robotiche quadrupedi e 28 moduli d’arma intercambiabili, tutti destinati alla valutazione sul campo. La cosa che colpisce di più è la tempistica: la consegna completa dei sistemi e l’addestramento a fuoco vivo per gli operatori tattici sono previsti per ottobre 2026. Parliamo quindi di qualcosa di molto concreto, non del solito annuncio che poi finisce nel dimenticatoio.
E c’è un dettaglio produttivo che vale la pena sottolineare. Le unità verranno fabbricate direttamente sul suolo statunitense, segno che Washington vuole mantenere il pieno controllo sulla catena produttiva senza dipendenze esterne.
Cosa sa fare il sistema CODiAQ
Il cuore dell’operazione si chiama CODiAQ, ed è il nome che identifica questi cani robot armati. Esteticamente ricorda un po’ Spot di Boston Dynamics, quel quadrupede giallo che ha fatto il giro del web più volte. Ma le somiglianze si fermano all’aspetto. Qui tutto è progettato e ottimizzato per l’impiego in condizioni estreme: macerie, aree boschive, strutture cittadine e persino le scale. La struttura vanta una certificazione IP67, il che significa resistenza totale alla polvere e protezione dall’acqua anche in caso di immersione temporanea.
La gestione del movimento avviene in completa autonomia, sia in modalità parziale che totale. In pratica, il soldato che controlla il robot può dedicarsi interamente agli obiettivi della missione tramite un controller portatile, senza doversi preoccupare della navigazione o del posizionamento del mezzo. E questo, in uno scenario di combattimento urbano, fa tutta la differenza del mondo.
Armamenti e intelligenza artificiale a bordo
Il vero punto di forza di questi cani robot armati sta nei moduli di fuoco integrabili. CODiAQ può montare il sistema CHAOS calibro 12 e il lanciagranate HAVOC da 40 millimetri. Non esattamente giocattoli. Ogni piattaforma è inoltre equipaggiata con un’unità elettronica di puntamento capace di rilevare i bersagli in tempo reale, gestire la visione notturna e calcolare la traiettoria balistica.
A rendere il tutto ancora più sofisticato, l’integrazione di software assistiti da sistemi di intelligenza artificiale permette di ottimizzare la precisione di tiro in modo significativo. Si tratta, nei fatti, di un mezzo pensato per prendere il posto dei soldati in prima linea, oppure per essere impiegato in operazioni che non sono necessariamente di natura bellica.
La robotica applicata al settore militare sta vivendo un’accelerazione impressionante, e quello che accade in Ucraina ne è la dimostrazione più evidente. Paesi come la Cina e gli Stati Uniti stanno investendo con decisione su modelli umanoidi e quadrupedi per operazioni speciali. Il contratto con Skyborne Technologies e l’arrivo dei cani robot armati CODiAQ rappresentano uno dei passi più tangibili compiuti finora in questa direzione.
