Il conto alla rovescia per Artemis 2 sembra essere ripartito sul serio, e con esso torna prepotente una domanda che in tanti si stanno facendo: quanto è rischiosa questa missione? Dopo settimane di attesa, il primo aprile si profila come data più probabile per il lancio, anche se alla NASA il clima resta quello della massima prudenza. Ed è comprensibile, perché non si tratta di un volo qualsiasi. Qui si parla di quattro astronauti pronti a viaggiare verso la Luna, qualcosa che non succede dai tempi delle mitiche missioni Apollo.
Il passaggio di testimone è di quelli che pesano. Dalle tute bianche degli anni Sessanta e Settanta fino ai nuovi protagonisti del programma Artemis, c’è un filo che lega generazioni diverse di esploratori spaziali. E ogni volta che l’umanità si spinge oltre l’atmosfera terrestre per raggiungere un altro corpo celeste, il rischio è parte integrante dell’equazione. Nessuno lo nega, nemmeno alla NASA.
La NASA non svela i numeri sul rischio di Artemis 2
Ecco il punto che ha fatto discutere. Durante una conferenza stampa organizzata subito dopo la revisione finale di preparazione al volo, ai responsabili dell’agenzia spaziale statunitense è stata posta la domanda in modo diretto: qual è esattamente il livello di pericolo per gli astronauti di Artemis 2? La risposta, però, non è arrivata sotto forma di percentuali o dati concreti. I vertici della NASA hanno preferito non indicare numeri precisi, una scelta che qualcuno potrebbe interpretare come reticenza, ma che in realtà riflette la complessità della situazione.
Ogni missione spaziale con equipaggio porta con sé una serie di variabili che rendono difficile sintetizzare il rischio in un singolo numero. E Artemis 2 non fa eccezione. Anzi, per certi versi la faccenda è ancora più delicata, visto che si tratta del primo volo con persone a bordo del nuovo razzo Space Launch System e della capsula Orion nella configurazione completa. Il debutto con equipaggio è sempre il momento più critico per qualsiasi sistema di lancio, e la storia dell’esplorazione spaziale lo ha dimostrato più volte.
Un volo storico che porta con sé incognite inevitabili
Va detto che Artemis 2 non prevede un allunaggio. I quattro astronauti viaggeranno fino all’orbita lunare e poi faranno ritorno sulla Terra, in un profilo di missione pensato proprio per testare tutti i sistemi prima dei passi successivi. Ma anche un sorvolo della Luna, senza toccare il suolo, comporta sfide enormi. L’esposizione alle radiazioni cosmiche, le manovre orbitali a centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra, il rientro in atmosfera a velocità elevatissime: sono tutti fattori che rendono qualsiasi stima del rischio estremamente complessa.
La prudenza mostrata dalla NASA durante la conferenza stampa è dunque coerente con l’approccio che l’agenzia ha mantenuto fin dall’inizio del programma Artemis. Ogni fase viene valutata con attenzione maniacale, ogni componente passa attraverso controlli ripetuti. Il fatto che non siano stati comunicati numeri specifici sul livello di pericolo non significa che quei calcoli non esistano, piuttosto che la NASA preferisce evitare semplificazioni su una questione così articolata, soprattutto quando ci sono vite umane in gioco.
