Il prezzo dei carburanti in Italia potrebbe calare sensibilmente nei prossimi giorni, e stavolta non per una dinamica di mercato ma per una decisione politica precisa. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera a un decreto che interviene direttamente sulle accise su benzina e diesel, riducendole in via temporanea. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di un risparmio medio stimato intorno ai 25 centesimi al litro. Una boccata d’ossigeno, almeno sulla carta, per milioni di automobilisti che nelle ultime settimane hanno visto i numeri sui display dei distributori salire senza sosta.
Il motivo del rialzo è noto: le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno spinto verso l’alto le quotazioni del petrolio, con ricadute inevitabili anche sul costo del carburante in Italia. Il decreto entrerà in vigore immediatamente, ma attenzione: lo sconto sulle accise durerà circa venti giorni, fino ai primi di aprile. Niente di strutturale, quindi. Un intervento chirurgico e a tempo. Le accise, vale la pena ricordarlo, sono imposte fisse che si applicano su ogni litro di carburante venduto. In Italia queste tasse sono storicamente tra le più alte d’Europa, e incidono in modo pesante sul prezzo finale alla pompa. Il decreto prevede una riduzione di circa il 20% sulle accise di benzina e diesel, che si traduce nello sconto di 25 centesimi al litro già citato. Importante: la riduzione non riguarderà i distributori autostradali. Per il GPL, invece, il taglio sarà di circa 12 centesimi al litro.
Sostegno alle imprese di trasporto e controlli più severi
Il decreto non si limita a intervenire sui prezzi dei carburanti per gli automobilisti. Una parte significativa del provvedimento è dedicata al settore dell’autotrasporto, che brucia enormi quantità di gasolio e subisce in modo diretto ogni oscillazione dei listini. Per queste aziende è stato previsto un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per il gasolio nei mesi di marzo, aprile e maggio. In sostanza, uno sconto sulle tasse da versare allo Stato. L’obiettivo dichiarato è evitare che i maggiori costi di trasporto finiscano per gonfiare i prezzi dei prodotti sugli scaffali di negozi e supermercati. Il fondo stanziato ammonta a circa 10 milioni di euro, e potranno accedervi anche le imprese del settore della pesca, che utilizzano carburante per le imbarcazioni.
C’è poi un altro capitolo rilevante: i controlli sui distributori. Il decreto rafforza il ruolo del Garante per la sorveglianza dei prezzi, figura nota come “Mister Prezzi”. Il suo compito sarà verificare che gli eventuali aumenti alla pompa siano effettivamente coerenti con l’andamento delle quotazioni internazionali del petrolio. In caso di rincari anomali o ingiustificati, le aziende responsabili potranno essere segnalate e sottoposte a procedimenti. Un meccanismo pensato per arginare fenomeni speculativi nel mercato dei carburanti, anche se la reale efficacia dipenderà molto dalla capacità di intervento rapido dell’autorità.
