Le strategie militari cambiano a una velocità impressionante, e anche il Pentagono ha deciso di fare sul serio con i droni kamikaze stampati in 3D. L’ultimo passo in questa direzione è un contratto da circa 17 milioni di euro che la US Air Force ha assegnato ad AEVEX Aerospace, azienda californiana specializzata in sistemi aerei avanzati. L’accordo copre la fornitura dei velivoli, il supporto tecnico e l’assistenza direttamente sul campo. Niente di teorico, insomma: si parla di droni pronti all’uso operativo.
La cosa davvero interessante sta nel metodo di produzione. AEVEX Aerospace utilizzerà la produzione additiva e tecniche avanzate di stampa 3D per accelerare la costruzione e la consegna di questi sistemi. È un approccio che si sta rivelando sempre più cruciale nel settore della difesa, perché permette di accorciare enormemente i tempi tra progettazione e schieramento effettivo. Per questo progetto verrà sfruttata una rete ingegneristica e manifatturiera distribuita su diversi stati americani, tra cui Alabama, California, Florida, Ohio e Virginia. Una filiera sparsa sul territorio, pensata per garantire velocità e resilienza produttiva.
Caratteristiche tecniche e capacità operative dei droni kamikaze
Entrando nei dettagli tecnici, i droni kamikaze oggetto del contratto avranno un peso inferiore a 599 chilogrammi, saranno in grado di volare sotto i 5.486 metri di quota e potranno raggiungere velocità sotto i 463 chilometri orari. AEVEX Aerospace non ha specificato quale modello esatto verrà fornito, ma nel catalogo dell’azienda figurano sistemi capaci di coprire distanze notevoli, fino a circa 1.400 chilometri. Parliamo di mezzi che combinano le caratteristiche di un missile da crociera con quelle di un velivolo senza pilota: sono progettati per colpire il bersaglio senza fare ritorno alla base.
Il bello, se così si può dire, è che nonostante la natura usa e getta questi droni saranno tutt’altro che semplici. La piattaforma integra sistemi avanzati di autonomia guidata dall’intelligenza artificiale, e i velivoli sono pensati per operare anche in ambienti dove i segnali GPS vengono disturbati o bloccati. Per orientarsi in queste condizioni, si affidano alla navigazione visiva, a sistemi satellitari protetti e a tecnologie di posizionamento alternative. Un livello di sofisticazione che rende questi droni kamikaze stampati in 3D qualcosa di molto diverso dai semplici ordigni a basso costo a cui si potrebbe pensare.

