Il targhino per monopattini elettrici diventa obbligatorio a partire dal 16 maggio 2026. Dopo mesi di attesa e un iter burocratico piuttosto articolato, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo che definisce nel dettaglio la piattaforma telematica per il rilascio del contrassegno identificativo. Si chiude così il cerchio aperto dalla riforma del Codice della Strada del 2024, che aveva già introdotto l’obbligo del casco per tutti i conducenti e la necessità di stipulare una polizza assicurativa. Mancava solo questo tassello, quello della targa, rimasto a lungo in sospeso per ragioni tecniche.
Come funziona il targhino e dove va posizionato
Non si tratta di un banale adesivo da attaccare dove capita. Il targhino per monopattini è un documento ufficiale, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato con materiali anticontraffazione. Le dimensioni sono compatte: 50 mm per 60 mm, con fondo bianco e caratteri neri. Il codice è composto da 6 caratteri alfanumerici su due righe, e per evitare confusioni nella lettura sono stati esclusi determinati numeri e lettere ambigui (si usano solo cifre dal 2 al 9).
Per quanto riguarda il posizionamento, la normativa è piuttosto precisa. Il targhino va installato nell’apposito supporto posteriore, se il costruttore del monopattino lo ha previsto. In caso contrario, deve essere applicato nella parte anteriore del piantone dello sterzo. L’unica regola non negoziabile è che risulti sempre perfettamente leggibile.
C’è poi un dettaglio che merita attenzione: il contrassegno identificativo è legato alla persona, non al veicolo. Viene associato al codice fiscale del proprietario, dato che per i monopattini elettrici non esiste un’iscrizione all’Archivio nazionale dei veicoli. Questo significa che, vendendo il monopattino, il proprietario potrà tranquillamente conservare il proprio targhino e utilizzarlo su un mezzo nuovo.
Costi, procedura di richiesta e sanzioni previste
La procedura per ottenere il targhino per monopattini elettrici è stata pensata per essere abbastanza rapida e digitalizzata. La richiesta va fatta attraverso una piattaforma telematica messa a disposizione dal Ministero. La pratica viene poi lavorata dal Centro Servizi della Motorizzazione Civile, e una volta pronta il proprietario dovrà presentarsi allo sportello della Motorizzazione per il ritiro fisico del contrassegno.
Il costo base è fissato a 8,66 euro, cifra a cui vanno aggiunti l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione. Non si parla quindi di una spesa proibitiva, anche se i costi accessori andranno verificati nel dettaglio al momento della richiesta. Chi non si metterà in regola rischia sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 100 euro fino a un massimo di 400 euro.
