La storia di Highguard si sta chiudendo nel modo peggiore possibile. A pochi giorni dallo spegnimento dei server, avvenuto quasi una settimana fa dopo un lancio disastroso, lo studio dietro al gioco, Wildlight Entertainment, sembra aver chiuso definitivamente. Non c’è ancora una comunicazione ufficiale, ma i segnali parlano chiaro: la pagina LinkedIn del team è sparita e il sito ufficiale non è più raggiungibile. Quando succedono queste cose, di solito la storia è già scritta.
Quello che colpisce davvero, al di là dei difetti oggettivi che Highguard si portava dietro, è la velocità impressionante con cui si è passati dal debutto alla chiusura totale dello studio. Una velocità che racconta molto più di qualsiasi comunicato stampa: il team evidentemente non aveva risorse per tentare un recupero del progetto, nemmeno minimo. E qui viene naturale chiedersi come sia possibile, visto che Wildlight Entertainment aveva potuto contare anche su un finanziamento da parte di Tencent, il colosso cinese degli investimenti nel gaming.
Il ruolo di Tencent e il crollo senza rete di sicurezza
Non sarebbe la prima volta che un titolo con grossi problemi al lancio riesce a rialzarsi. I casi di Final Fantasy XIV Online e No Man’s Sky sono lì a dimostrare che una seconda chance, nel mondo dei videogiochi, esiste eccome. Eppure per Highguard quella possibilità non si è mai concretizzata. Secondo alcune indiscrezioni, Tencent potrebbe aver giocato un ruolo decisivo nel collasso dello studio: si vocifera che il colosso cinese abbia ritirato tutto, o gran parte, del finanziamento nel momento in cui ha capito che il progetto era destinato al fallimento. Sono voci, va detto, ma se fossero confermate spiegherebbero parecchio di questa vicenda lampo.
Fatto sta che il percorso di Wildlight Entertainment si è esaurito in meno di due mesi dal lancio del gioco. Un intervallo di tempo così breve che lascia davvero perplessi, soprattutto per uno studio che sulla carta aveva alle spalle un investitore di quel calibro.
Rimborsi già partiti per gli utenti PS5
C’è almeno una buona notizia in tutto questo: gli utenti, a quanto pare, non ci rimettono nulla. I rimborsi sono già stati inviati e, nel caso dei giocatori PS5, sono partiti in automatico, senza che nessuno dovesse farne esplicita richiesta. Su Reddit, nelle ultime ore, si sono moltiplicati i messaggi di utenti che confermano di aver ricevuto indietro da Sony quanto speso per gli acquisti in app. Highguard era un titolo free to play, quindi i rimborsi riguardano esclusivamente le microtransazioni effettuate durante il breve periodo di vita del gioco.
Per quanto riguarda le altre piattaforme come Steam e Xbox, al momento non ci sono dettagli specifici, ma è molto probabile che lo stesso tipo di rimborso venga applicato anche lì. Se così fosse, il saldo finale per l’ormai ex Wildlight Entertainment si chiuderebbe con uno zero tondo sul fronte dei ricavi.
