Un nuovo minerale su Marte potrebbe essere stato identificato grazie a uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications. La cosa più sorprendente inoltre è che questo materiale, ad oggi, non è mai stato trovato sul nostro pianeta. E no, non si tratta di una svista analitica o di un errore di laboratorio: i dati parlano chiaro e aprono scenari davvero affascinanti per la comprensione della geologia marziana.
Da anni gli esperti di tutto il mondo si interrogano sui solfati di ferro stratificati rinvenuti sulla superficie di Marte. Questi materiali mostrano segnali spettrali decisamente insoliti, che nessuno riusciva a spiegare del tutto. Ora, però, una ricerca guidata da Janice Bishop, ricercatrice presso il SETI Institute e l’Ames Research Center della NASA in California, ha finalmente dato un nome a quel mistero: si tratta di una rara fase di idrossisolfato ferrico.
Il team ha messo insieme esperimenti di laboratorio e osservazioni orbitali di Marte per capire meglio la natura di questi materiali. Le analisi si sono concentrate su due aree vicine a Valles Marineris, uno dei più grandi sistemi di canyon dell’intero sistema solare. La prima zona è Aram Chaos, dove un tempo l’acqua scorreva verso terreni più bassi. La seconda si trova sull’altopiano sopra Juventae Chasma.
Come si è formato questo minerale su Marte
In queste regioni gli scienziati hanno individuato minerali di solfuro concentrati in aree piuttosto ridotte, probabilmente formatisi quando pozze d’acqua ricche di solfuro sono evaporate lentamente nel tempo. L’idrossisolfato ferrico, in particolare, si trova in strati sottili, circa un metro di spessore, posizionati sia sopra che sotto materiali di origine basaltica. Dalla loro collocazione, gli esperti ipotizzano che si siano formati grazie al contatto diretto con il calore della lava o della cenere vulcanica.
A supporto di questa teoria, il team ha riscaldato in laboratorio alcuni solfati poliidrati oltre i 100 °C, osservando la formazione dell’idrossisolfato ferrico. Bishop ha spiegato che il materiale ottenuto in laboratorio presenta una struttura cristallina unica e una stabilità termica notevole. Tuttavia, per essere riconosciuto ufficialmente come nuovo minerale, gli scienziati dovranno trovarlo anche sulla Terra.
Perché su Marte questi minerali sopravvivono da miliardi di anni
Una domanda sorge abbastanza naturale: se sulla Terra la maggior parte dei solfati si dissolve facilmente nell’acqua piovana, come è possibile che su Marte se ne trovino ancora in abbondanza? La risposta sta nelle condizioni ambientali del pianeta rosso. Marte è un mondo estremamente secco, e questa aridità estrema permette a minerali come questi di resistere sulla superficie per miliardi di anni, senza subire l’erosione chimica che sul nostro pianeta li cancellerebbe in tempi relativamente brevi.
I risultati dello studio suggeriscono che alcune zone di Marte siano rimaste chimicamente e termicamente attive molto più a lungo di quanto la comunità scientifica avesse ipotizzato fino a questo momento. Questo potrebbe cambiare parecchio nella ricostruzione della storia geologica del pianeta e, di conseguenza, anche nella comprensione di quanto a lungo Marte abbia mantenuto condizioni potenzialmente compatibili con forme di attività geologica complessa.
