Le cuffie sono diventate una sorta di estensione naturale del corpo. Le si porta ovunque, dalla metro alla palestra, dal letto alla scrivania. Eppure, mentre la maggior parte delle raccomandazioni mediche si concentra sui danni da volume elevato, esiste un rischio infezione che viene quasi sempre ignorato. A lanciare l’allarme sono diversi esperti e studi recenti, che collegano l’uso prolungato di auricolari e cuffie a un aumento delle infezioni dell’orecchio.
Per dare un’idea della portata del fenomeno: uno studio del 2017 condotto su oltre 4.000 australiani ha rilevato un utilizzo medio compreso tra 47 e 88 ore al mese. Numeri importanti, che fanno capire quanto tempo il condotto uditivo resti ostruito durante la giornata. E proprio qui sta il problema. L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di tenere il volume sotto il 60%, ma il discorso legato ai batteri e alle condizioni igieniche è altrettanto serio e merita attenzione.
Perché le cuffie favoriscono le infezioni
Le cuffie in ear, quelle che si infilano direttamente nel canale auricolare, sono le più problematiche. A differenza delle cuffie over ear, che coprono l’orecchio dall’esterno, gli auricolari in ear (così come gli apparecchi acustici) vanno a bloccare fisicamente il condotto uditivo. Questo canale, nelle sue parti più profonde, produce cerume e sebo, sostanze fondamentali per la salute della pelle e per la protezione naturale contro le infezioni. Il cerume, in pratica, è il sistema di autopulizia dell’orecchio.
All’interno dell’orecchio vivono anche diversi microbi non nocivi, che formano una barriera contro agenti patogeni esterni. Indossare le cuffie per periodi prolungati può però alterare questo equilibrio tra batteri “buoni” e “cattivi”. Uno studio pubblicato lo scorso anno ha evidenziato come l’uso delle cuffie fosse associato a un rischio maggiore di infezioni dell’orecchio, soprattutto quando i dispositivi vengono condivisi tra più persone. La spiegazione è piuttosto semplice: le cuffie rendono il condotto uditivo più caldo e umido, una condizione che peggiora durante l’attività fisica. E livelli di umidità elevati creano l’ambiente perfetto per la proliferazione batterica.
Come proteggersi senza rinunciare alle cuffie
Nessuno dice di buttare via i propri auricolari. Però qualche accorgimento serve. La cosa più importante è far “respirare” le orecchie durante la giornata, evitando di tenere le cuffie infilate per ore consecutive. Un’alternativa interessante sono le cuffie a conduzione ossea, che non ostruiscono il condotto uditivo e quindi riducono drasticamente il rischio di infezioni. Costano di più, questo sì, ma per chi le usa molte ore al giorno potrebbero valere l’investimento.
Poi c’è la questione igiene. I dispositivi andrebbero puliti almeno una volta a settimana, e subito dopo ogni allenamento. E non solo i gommini: anche la custodia e il corpo degli auricolari accumulano sporco e batteri. Sembra una banalità, ma è bene ricordarlo: in caso di otite o infezioni già in corso, le cuffie vanno assolutamente evitate, perché aumenterebbero temperatura e umidità rallentando la guarigione.
