Quanti segreti portiamo con noi ogni giorno senza rendercene conto? Probabilmente più di quanti si possa immaginare. Uno studio recente condotto da un team di psicologi dell’Università di Melbourne, pubblicato sulla piattaforma PsyArXiv, ha provato a rispondere a questa domanda con dati alla mano. E il numero che emerge è sorprendente: in media, ogni persona custodisce nove segreti giudicati come “moderatamente significativi”. Nove. Non uno, non due. Nove fardelli emotivi che ci portiamo dietro, spesso senza nemmeno parlarne con nessuno.
La cosa interessante, però, non è solo il numero. È il fatto che questi segreti non pesano soltanto su chi ne resta all’oscuro. Pesano, e parecchio, anche su chi li tiene nascosti. Gli stessi ricercatori lo chiariscono fin dalle premesse: custodire un segreto può provocare ansia, disagio e in certi casi perfino depressione. Come dire che il silenzio ha un costo, e non è mai gratis.
Bugie, insoddisfazioni e desideri nascosti: cosa nascondiamo davvero
Per arrivare a queste conclusioni, il team ha coinvolto 240 volontari, chiedendo loro di compilare un diario giornaliero e di rispondere a 2.764 questionari nell’arco di due settimane. Un lavoro certosino, che ha restituito un quadro piuttosto vivido delle nostre vite segrete.
Tra i segreti più comuni c’è sicuramente la bugia. Il 78% dei partecipanti ha ammesso di aver mentito su qualcosa di rilevante. Subito dopo, il 71% ha dichiarato di provare una insoddisfazione segreta legata a qualche aspetto del proprio corpo. Non mancano poi i segreti finanziari (70%), i desideri romantici mai confessati (63%) e comportamenti sessuali tenuti nascosti (57%). Insomma, un campionario piuttosto variegato di ciò che preferiamo tenere per noi.
C’è però un aspetto da non trascurare. Lo studio presenta un limite importante: per partecipare, i volontari dovevano avere almeno un segreto attivo. Questo significa che i risultati non si possono generalizzare a tutta la popolazione. È plausibile che chi ha segreti ne accumuli parecchi, mentre una fetta di persone potrebbe non averne affatto.
Pensare ai propri segreti fa male? Dipende da come lo si fa
Ed ecco la parte più affascinante. Lo studio ha rilevato una differenza netta tra il pensare ai propri segreti in modo spontaneo e il farlo in modo deliberato. Quando la mente vaga verso un segreto senza volerlo, le emozioni che emergono sono quasi sempre negative. Il pensiero arriva come un’onda improvvisa e porta con sé un senso di malessere.
Al contrario, quando qualcuno richiama volontariamente alla mente un segreto, magari per fantasticarci sopra o per riflettere su cosa significhi davvero, le sensazioni possono essere sorprendentemente positive. Come spiegano i ricercatori stessi: “Se le persone si impegnano deliberatamente con i pensieri legati al segreto per elaborarne il significato, questi possono risultare negativi sul momento, ma nel lungo periodo aiutare a trovare una soluzione.”
