L’apnea notturna è una condizione molto più comune di quanto si pensi. Secondo diverse stime, milioni di persone nel mondo ne soffrirebbero, ma circa l’80% dei casi non viene diagnosticato. Si tratta di un disturbo del sonno che provoca pause nella respirazione durante la notte, riducendo l’apporto di ossigeno e interrompendo i cicli naturali del sonno.
Le conseguenze possono essere significative: stanchezza cronica, calo della qualità del riposo e, nei casi più seri, un aumento del rischio di ipertensione, problemi cardiovascolari e ictus. Il problema principale è che la diagnosi richiede spesso test clinici complessi e costosi, come gli studi del sonno condotti in laboratorio.
Lo studio pubblicato da Samsung
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno 2026, Samsung ha condiviso alcuni risultati emersi da un’analisi globale condotta sugli utenti dell’app Samsung Health. Secondo il report, circa il 23% dei partecipanti allo studio mostrerebbe segnali compatibili con un rischio di apnea notturna. La dottoressa Vanessa Hill, scienziata comportamentale specializzata nel sonno, ha spiegato che le pause respiratorie generano microrisvegli continui, che frammentano i cicli del sonno e impediscono al cervello di restare nelle fasi più profonde e rigenerative. Questo fenomeno ha effetti concreti sulla qualità del riposo.
Meno sonno REM e meno recupero fisico
I dati raccolti nello studio suggeriscono che chi presenta segnali di apnea notturna tende ad avere una riduzione del sonno REM, la fase del riposo in cui il cervello elabora emozioni e consolida i ricordi. In media i partecipanti con indicatori di apnea moderata o severa registrerebbero circa quattro minuti in meno di sonno REM per notte.
Anche il sonno profondo, fondamentale per il recupero fisico, risulterebbe ridotto. In questa fase l’organismo rilascia l’ormone della crescita, ripara i tessuti muscolari e rafforza il sistema immunitario. Nei soggetti con possibili segnali di apnea si osservano circa otto minuti in meno di sonno profondo ogni notte. A questo si aggiungono risvegli più frequenti e una durata complessiva del sonno leggermente inferiore. Anche una differenza di pochi minuti, secondo gli esperti, può avere un impatto significativo quando i cicli del sonno vengono continuamente interrotti.
Come il Galaxy Watch rileva i segnali dell’apnea
Samsung sta cercando di affrontare questo problema attraverso i suoi smartwatch. I Galaxy Watch compatibili integrano infatti una funzione chiamata Sleep Apnea, disponibile tramite l’app Samsung Health Monitor. Il sistema richiede di monitorare il sonno per almeno quattro ore per due notti nell’arco di dieci giorni.
