L’idea di creare app con l’intelligenza artificiale senza scrivere una riga di codice non è più fantascienza, e Samsung sembra volerla portare direttamente sui dispositivi Galaxy. A parlarne è stato un dirigente di alto livello dell’azienda coreana, aprendo uno scenario che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui le persone usano il proprio smartphone.
Samsung e il vibe coding: cosa ha detto il dirigente
La notizia arriva da un’intervista rilasciata a Techradar da Won-oon Choi, responsabile della divisione Mobile Experience di Samsung. Quando gli è stato chiesto se il cosiddetto vibe coding potesse arrivare sui dispositivi Galaxy, la risposta è stata piuttosto chiara: “È qualcosa che stiamo valutando”. Niente annuncio ufficiale, niente data di lancio, ma nemmeno una smentita. Anzi, Choi ha spiegato che un sistema del genere potrebbe aprire scenari completamente nuovi per la personalizzazione degli smartphone, andando a toccare anche l’esperienza utente nel suo complesso.
Tradotto in parole semplici: Samsung sta ragionando sulla possibilità di far generare applicazioni direttamente dallo smartphone, partendo da un semplice testo scritto dall’utente. Nessuna competenza tecnica richiesta, nessun linguaggio di programmazione da conoscere. Basta descrivere cosa si vuole e l’intelligenza artificiale fa il resto. O almeno, questa è la direzione.
Nothing ci è già arrivata, Samsung potrebbe fare il salto di qualità
Va detto che l’idea non è del tutto inedita. Nothing, l’azienda fondata da Carl Pei, ha già introdotto qualcosa di simile con la funzione chiamata Essential App. Questa feature permette agli utenti di creare widget personalizzati partendo da prompt testuali, trasformando di fatto lo smartphone in una piccola piattaforma di sviluppo. La filosofia di Nothing è chiara: costruire un sistema operativo che ruoti interamente attorno all’IA.
Se però Samsung dovesse fare lo stesso passo, il peso specifico sarebbe enormemente diverso. Parliamo di un’azienda che vende centinaia di milioni di dispositivi Galaxy ogni anno, con un ecosistema software vastissimo. Portare il vibe coding su quella scala significherebbe rendere accessibile a un pubblico enorme la possibilità di costruirsi le proprie app su misura, senza intermediari.
Quando potrebbe arrivare questa novità
Detto questo, meglio tenere i piedi per terra. Il fatto che Samsung stia “valutando” non equivale a un lancio imminente. Tra la fase di esplorazione e l’implementazione concreta su One UI passano di solito mesi, a volte anni. Ci sono questioni tecniche da risolvere, come la qualità delle app generate, la sicurezza del codice prodotto dall’IA e l’integrazione con il Play Store di Google. Senza contare che un sistema del genere dovrebbe funzionare in modo affidabile su una gamma enorme di dispositivi, dai top di gamma come Galaxy S26 Ultra fino ai modelli più accessibili della serie Galaxy A.
