Con la Amalfi Spider, Ferrari aggiunge un nuovo elemento alla propria gamma e porta su strada la sua più recente granturismo 2+, che conserva intatta l’idea del marchio. Ovvero quella di offrire una vettura capace di emozionare nella guida sportiva senza diventare un oggetto da usare solo nei fine settimana. La nuova scoperta di Maranello nasce infatti con l’ambizione di restare elegante, veloce e sfruttabile anche nella routine, un equilibrio non semplice da raggiungere in un settore dove spesso il fascino prevale sulla praticità. In questo caso, invece, la scelta della capote in tessuto non ha solo una funzione estetica, ma diventa parte del progetto. Il tetto si ripiega in 13,5 secondi e può essere azionato anche in movimento fino a 60km/h.
Anche l’interno segue la stessa logica. La configurazione 2+ non pretende di trasformare la vettura in una familiare, ma aggiunge quel livello di flessibilità che in una gran turismo moderna fa la differenza. I posti posteriori possono accogliere bambini o diventare ancora più ampi, mentre la plancia sviluppa un ambiente fortemente digitale ma senza rinunciare a una certa teatralità Ferrari. Il quadro strumenti digitale da 15,6″, lo schermo centrale da 10,25″ e il display per il passeggero contribuiscono a costruire un interno tecnologico, ordinato e più maturo rispetto a certe soluzioni puramente scenografiche del passato. In più il ritorno dei comandi fisici sul volante, con il pulsante di avviamento in metallo anodizzato, rimettono al centro una gestualità più diretta.
Il cuore della Ferrari Amalfi Spider resta il V8
Sotto il cofano, però, il messaggio cambia. La Amalfi Spider adotta l’ultima evoluzione del V8 biturbo di 3,9 litri della famiglia F154, un’unità che negli anni ha costruito una parte importante della reputazione del marchio. In questa configurazione la potenza sale a 640CV, con 760Nm di coppia disponibili in un arco di utilizzo ampio. I 20 cavalli in più rispetto alla Roma Spider non sono soltanto un dato da brochure, ma il risultato di un lavoro preciso sulla gestione separata dei turbocompressori e sull’elettronica.
Ferrari ha lavorato anche sulla riduzione degli attriti e sull’alleggerimento di alcune componenti, cercando di rendere il propulsore più pronto. Il risultato dichiarato è una vettura capace di scattare da 0 a 100 in 3,3 secondi e di toccare i 320km/h, numeri che confermano la natura ad alte prestazioni del progetto. A rendere interessante la Amalfi Spider, però, non è solo la spinta del motore. C’è tutto un lavoro attorno alla dinamica che serve a rendere la guida più precisa, più leggibile e anche più sicura. Il sistema brake-by-wire fa qui il suo ingresso, accorciando la risposta del pedale e migliorando la modulazione in frenata.
A ciò si aggiunge l’aerodinamica attiva, con l’ala posteriore mobile che varia configurazione in base alle condizioni di marcia e può arrivare a generare 110 chili di carico a 250km/h. Tutto questo senza dimenticare il comfort a tetto aperto, affidato anche a un deflettore integrato che limita le turbolenze nell’abitacolo. In fondo è qui che la Amalfi Spider chiarisce davvero la propria identità. L’azienda ambisce ad una Ferrari sportiva completa, costruita per farsi usare spesso senza smettere di sembrare speciale.
