Apple ha aggiornato la linea MacBook Pro introducendo i nuovi chip Apple M5 Pro e Apple M5 Max. Nulla di sorprendente sul fronte delle prestazioni: più core, più potenza grafica, più memoria unificata disponibile. La vera notizia, però, è un’altra. In piena crisi globale delle memorie DRAM e NAND, con rincari che hanno colpito praticamente tutto il settore hardware, Apple non ha ritoccato al rialzo i prezzi degli upgrade rispetto alla generazione precedente. E questo, oggi, non è affatto scontato.
Configurazioni estreme, cifre estreme
Basta fare un giro sul configuratore ufficiale per rendersene conto. Un MacBook Pro da 16 pollici con M5 Max nella versione più spinta, GPU a 40 core, 128 GB di memoria unificata, 8 TB di SSD e display NanoTexture può arrivare a 8.779 euro. Il 14 pollici “full optional” si ferma a 8.604 euro. Sono cifre importanti, ma in linea con la generazione precedente. Il passaggio da 48 GB a 128 GB di memoria unificata richiede 1.250 euro in più. L’upgrade da 2 TB a 8 TB di SSD comporta un extra di 2.250 euro. Gli stessi scaglioni di prezzo già visti con M4 Pro e M4 Max. Va ricordato che solo M5 Max permette di arrivare fino a 128 GB di memoria unificata. Ed è un dettaglio chiave per chi lavora con rendering 3D, montaggio video 8K o grandi dataset in locale.
Memorie più care, listini stabili
Il contesto globale è tutt’altro che tranquillo. I produttori di hardware stanno pagando oggi molto di più per RAM e storage rispetto al 2025. La riallocazione delle linee produttive verso memorie ad alta banda per l’AI ha compresso l’offerta tradizionale, spingendo i prezzi verso l’alto. Secondo le stime di mercato, i costi per DRAM e NAND sarebbero quasi raddoppiati rispetto a cinque anni fa. Eppure Apple ha mantenuto invariata la struttura dei prezzi degli upgrade. Certo, i prezzi base dei nuovi MacBook Pro sono cresciuti rispetto al passato, ma c’è anche una modifica strategica: sparisce il taglio con SSD da 512 GB. Ora si parte direttamente da 1 TB. Una mossa che alza la soglia di ingresso, ma evita di proporre configurazioni che nel 2026 rischiano di essere strette per un’utenza professionale.
Memoria unificata: scelta definitiva
Come per tutti i chip Apple Silicon, la memoria unificata è integrata nel SoC. Non è aggiornabile dopo l’acquisto. Questo significa che la pianificazione delle risorse va fatta al momento dell’ordine. In un mercato in cui altri produttori stanno rivedendo al rialzo i listini o riducendo le configurazioni disponibili, mantenere stabili i prezzi degli upgrade rappresenta un segnale di continuità. Soprattutto per aziende e professionisti che devono programmare investimenti a medio-lungo termine.
